Giusta fra le nazioni · Suor Benedetta Pompignoli ·

suor benedetta 09bb7f4200c4b51898b303ee459c20cf«Durante l’ultima guerra mondiale suor Benedetta Pompignoli nascose nel convento della Sacra famiglia di Firenze alcuni ebrei, fra cui due donne, salvandole dalla deportazione» scrive Quinto Cappelli sul

quotidiano «Avvenire» del 25 novembre. Finalmente il coraggio di suor Benedetta — nata a Modigliana (Forlì) nel 1876 e morta a Brisighella, in provincia di Ravenna, nel 1968, senza raccontare mai a nessuno quello che era successo durante la guerra — riceve un riconoscimento pubblico, anche se postumo. Nella mattina del 26 novembre, infatti, nella sinagoga di Firenze, il vice ambasciatore d’Israele in Italia, Ofra Farhi, ha consegnato ai parenti di suor Benedetta la medaglia di Giusto fra le nazioni.

«Quelle due donne ebree — continua Cappelli — erano Miranda Servi Cividalli e sua madre Pia Ajò Servi. La figlia di Miranda, Sara Cividalli, già presidente della comunità ebraica di Firenze (dal 2014 al 2016), attraverso la pubblicazione della storica Marta Baiardi negli Annali di storia di Firenze è venuta a conoscenza di un memoriale di testimonianze di ebrei sopravvissuti alla seconda guerra mondiale, fra cui quella di sua madre Miranda. Un testo datato 21 settembre 1944». In queste pagine Miranda racconta come lei e la sua anziana madre malata fossero sopravvissute e sfuggite alla deportazione grazie all’aiuto di molte persone, fra cui Nella Bichi, insegnante e collega di Miranda, e suor Benedetta, superiora delle suore della Sacra famiglia. Così scrive Miranda: «Suor Benedetta ci ha accolto il 16 novembre 1943 per pochi giorni, finché scappammo dal convento, avendo saputo della retata del vicino convento del Carmine; ci ha accolto una seconda volta dal 17 marzo al 30 luglio 1944, nonostante che gravi sospetti gravassero sul convento, che proteggeva altre due famiglie di ebrei italiani e una di ebrei apolidi. Insieme alle altre suore ha assistito mia madre durante la sua grave malattia; si è comportata coraggiosamente durante perquisizioni e interrogatori». Sara Cividalli si è adoperata affinché lo Yad Vashem di Gerusalemme rilasciasse il riconoscimento di Giusto tra le nazioni a Nella Bichi e alla superiora delle suore della Sacra famiglia di Firenze.

© Osservatore Romano  26.11.208