Il dono di saper ascoltare i giovani · Fratel Roger a dodici anni dalla morte ·
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- Creato: 17 Agosto 2017
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Taizé, 17. «Pensava che fosse essenziale ascoltare i giovani e far sì che la loro voce fosse ascoltata nella Chiesa come nella società. A volte diceva che quando era adolescente avrebbe voluto poter esprimersi di più, essere ascoltato. In quell’epoca si faceva poco, si prendevano poco sul serio le nuove generazioni. Allora lui ha pensato: “Adesso, se diventiamo più vecchi, dobbiamo essere persone che ascoltano i giovani”». Fratel Charles-Eugène sottolinea così alla Radio Vaticana una delle principali virtù di Roger Schutz, fondatore della comunità ecumenica di Taizé, del quale, ieri, è stato ricordato il dodicesimo anniversario della morte. Proprio attraverso lo strumento dell’ascolto fratel Roger è diventato e resta uno dei protagonisti della rinascita religiosa, in particolare fra i giovani: «Rimane molto importante questa immagine che dava di noi stessi: non dobbiamo essere dei maestri spirituali che dicono ai giovani “Devi fare così, devi fare così”, ma essere degli uomini di ascolto prima di tutto. Poi ognuno deve trovare il proprio cammino, ma l’ascolto lo può aiutare». © Osservatore Romano 17.8.2017