Il traffico di esseri umani in Africa · Incontro in Vaticano ·
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- Creato: 11 Dicembre 2018
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Più volte Papa Francesco ha denunciato con forza che il traffico di esseri umani e di organi rappresenta una moderna schiavitù e va considerato, senza riserve, come un crimine contro l’umanità. Di tale denuncia vuole farsi eco l’incontro internazionale organizzato dalla Pontificia Accademia delle scienze il 12 e il 13 dicembre presso la Casina Pio IV in Vaticano, e dedicato al tema «African Women. Judeges & Prosecutors on Human Trafficking and Organized crime». Il convegno è la continuazione dell’incontro, dal titolo «Women Judges on Human Trafficking and Organized Crime», svoltosi nel 2017. Quest’anno l’attenzione dei partecipanti sarà focalizzata sul continente africano, dove l’inquietante fenomeno sta assumendo dimensioni sempre più drammatiche. Come sottolinea il vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, è impellente l’urgenza di sradicare il traffico di essere umani che è espressione del disprezzo per la persona e per l’umana dignità. Si tratta — rileva il presule — di una doppia forma di violenza: non solo fisica, attraverso maltrattamenti e persino torture, ma anche spirituale. Perché la piaga del traffico di esseri umani finisce per infliggere ferite assai profonde all’anima di chi riesce a sopravvivere a questi tremendi abusi. Ferite, evidenzia il cancelliere, destinate a risultare ben più complesse di quelle inferte al corpo. Le vittime di questi abusi — afferma il vescovo Marcelo Sánchez Sorondo — sono trattate come un semplice oggetto, e si sentono considerate non come un fine ma come un mezzo, una proprietà nelle mani di un altro. Il presule pone poi l’accento su un altro abominevole fenomeno, la prostituzione, la quale non solo comporta il completo annichilimento dell’identità della persona, ma costituisce anche il tradimento dell’amore, che riveste un’importanza cruciale per una donna giovane. La prostituzione è una delle ferite aperte e sanguinanti dell’Africa. Si stima che essa coinvolge cinquanta milioni di vittime ogni anno, e gran parte di esse si registrano proprio in questo continente. E ciò che desta grande preoccupazione, rileva il presule, è che tale percentuale, stando ai dati più aggiornati, è in continua crescita. © Osservatore Romano 11.12.2018