
“La terribile prova della pandemia ha messo a nudo i limiti del nostro sistema socio-economico”. È quanto si legge nel Messaggio della Cei per la festa del 1° maggio, in cui si fa notare che “nel mondo del lavoro si sono aggravate le diseguaglianze esistenti e create nuove povertà”. “Già prima di essa il Paese appariva diviso in tre grandi categorie”, fanno notare i vescovi: “Una composta da lavoratori di alta qualifica o comunque tutelati e privilegiati che non hanno visto la loro posizione a rischio. Essi hanno potuto continuare a svolgere il loro lavoro a distanza e hanno perfino
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