NON È FACILE ESSERE UNA MINORANZA
- Dettagli
- Creato: 01 Maggio 2008
- Hits: 3084
"Non possiamo dire di subire una persecuzione, ma certamente vivere in un Paese che rifiuta il Cristianesimo, mostrando a volte atteggiamenti negativi e a tratti violenti, non è facile. Solo vivendo qui è possibile rendersene conto". Ad accompagnare con le sue parole un reportage sull’Egitto – pubblicato oggi su www.agensir.it – è padre José Arellano, comboniano messicano, missionario nella piccola chiesa del Cordi Jesu (Cuore di Gesù), situata in Cairo Vecchio, nella zona del quartiere cristiano della capitale egiziana. Molti i problemi elencati dal missionario. "Il primo, il più grave - dice - è legato al fatto che qui abbiamo le mani legate: non c’è piena libertà religiosa, non possiamo annunciare il Vangelo, non possiamo parlarne, e non dico convertire. Annunciare pubblicamente il Vangelo non è possibile, non possiamo predicare, il rischio è l’espulsione”. “Fortunatamente - aggiunge - cristiani e musulmani hanno, alla base, ottimi rapporti. Ed è da qui che bisogna partire, migliorare e implementare il dialogo interreligioso anche a livello delle autorità perché possano continuare quello che si fa già nel dialogo della vita di tutti i giorni". Il missionario lancia un appello: la Chiesa locale ha bisogno di “essere incoraggiata, specie il clero diocesano. I sacerdoti hanno bisogno di fiducia, tanto più che si ha che fare con una realtà di minoranza”.
Fonte SIR
Fonte SIR