L’UNITÀ NELLA DIVERSITÀ DELLE CHIESE EUROPEE

(Dall'inviato SIR Europa a Esztergom - Ungheria) - "Se dobbiamo denunciare una certa e, a volte, grave disinformazione nei confronti della Chiesa dobbiamo anche dire che la stessa Chiesa non soffre di vittimismo e risponde con responsabilità proponendo, da un lato, una specifica formazione degli operatori della comunicazione sociale e, dall'altro, il rafforzamento dei media cattolici da unire alla presenza di professionisti cattolici nei media laici". Così oggi a Esztergom il card. Peter Erdő, arcivescovo di Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), in margine alla conferenza stampa di chiusura dell'assemblea del Ccee. Dopo aver presentato i temi trattati in questi giorni (media, bioetica, immigrazioni, dialogo ecumenico, insegnamento della religione cattolica, libertà religiosa, ecc.), il presidente del Ccee ha posto in evidenza "l'unità delle Chiese europee sulle questioni etiche, culturali e sociali tenendo conto delle diverse situazioni in cui le stesse Chiese si trovano". "L'unità nella diversità - ha commentato - è una ricchezza che viene da un'esperienza di fede che si mantiene viva e integra nell'incontro con diverse culture". A proposito delle elezioni del Parlamento europeo, nel giugno 2009, il card. Erdő, dopo aver sottolineato l'importanza della partecipazione, ha indicato nella "dottrina sociale della Chiesa il riferimento per le scelte politiche che verranno compiute".