Non abbandoniamo gli ucraini
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- Creato: 01 Marzo 2022
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Dopo l’invasione russa, molti ucraini si sono sentiti abbandonati. Ma oltre alla guerra è esplosa anche la solidarietà col popolo ucraino, in Europa e nel mondo. Il Papa ha promosso una giornata per stare vicino alle sofferenze degli ucraini: “Dio sta dalla parte degli operatori di pace, non con chi usa la violenza”Sergio Centofanti
Molti ucraini in questi giorni drammatici si sono sentiti abbandonati. Non vogliono sentire parlare del “prezzo del gas”, perché si sentono venduti. Sanno che un intervento esterno potrebbe far scoppiare un conflitto molto più grande, devastante per il mondo. Il presidente bielorusso Lukashenko ha detto che persino le sanzioni potrebbero spingere Putin verso la guerra nucleare. Uno scenario cui non vorremmo neanche pensare.
Ma di fronte all’attacco russo e alle minacce da incubo, cresce sempre di più la solidarietà. L’invasione di un Paese libero ha unito l’Europa come non mai. L’Europa, così divisa su tanti temi, non è mai stata così unita come oggi: è al fianco del popolo ucraino. I Paesi vicini hanno aperto le loro frontiere ai profughi: Polonia, Ungheria, Romania, Slovacchia, hanno aperto le braccia. Altri Paesi sono pronti ad ospitare gli esuli. Manifestazioni e iniziative di pace e di solidarietà con l’Ucraina sono in atto in Europa e in altri continenti.
Le comunità cristiane, le parrocchie, le associazioni, le Caritas, si sono mobilitate per far arrivare aiuti umanitari in tutti i modi. Il presidente Zelenskyi ha detto che il popolo ucraino sente il sostegno del Papa. All’Angelus, Francesco ha ribadito l’appello a far tacere le armi, ha detto che “Dio sta dalla parte degli operatori di pace, non con chi usa la violenza” e che “la gente comune vuole la pace”. C’è tanta solidarietà davanti alle immagini di bambini, donne, anziani, che fuggono a piedi o sono rinchiusi nei rifugi a pregare coi volti sgomenti o sono accanto ai caduti. Ora si spera nelle trattative.
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