Colletta dei rabbini in Israele per il restauro del santuario cattolico di Tabga dato alle fiamme

l tabghaGERUSALEMME, 6. Ha come promotore un rabbino, Alon Goshen-Gottstein, l’iniziativa di solidarietà decisa a Gerusalemme dall’Elijah Interfaith Institute (collettivo che riunisce rappresentanti di diverse confessioni impegnati nel dialogo interreligioso) per raccogliere fondi da destinare al restauro della chiesa della Moltiplicazione dei pani a Tabga, sulle rive del lago di Tiberiade, oggetto di un attentato incendiario il 18 giugno scorso.
Il patriarcato di Gerusalemme dei Latini riferisce che il rabbino, fondatore dell’istituto, ha lanciato la colletta pochi giorni fa e ha già avuto il sostegno di altri rabbini e del portavoce della Knesset, Yuli Edelstein. Goshen-Gottstein ha deplorato e condannato la recrudescenza di atti di vandalismo anticristiani in Terra santa, spiegando che l’iniziativa di solidarietà «non mira solamente a restaurare la chiesa ma vuole allo stesso tempo lanciare un messaggio al mondo. L’ebraismo che brucia le chiese e le moschee non è il nostro. La raccolta fondi — conclude — è dunque un modo per esprimere il nostro appoggio concreto all’amicizia fra le religioni». Per l’attentato, che ha provocato gravi danni alla chiesa, sono stati arrestati la settimana scorsa due giovani. Uno, Yinon Reuveni, 20 anni, è stato accusato dalla corte di Nazareth di incendio doloso per motivi razzisti; l’altro, Yehuda Asraf, 19 anni, è imputato di averlo aiutato mettendo a disposizione un’auto per commettere il crimine. Dopo l’incendio, i patriarchi e vari rappresentanti delle Chiese di Gerusalemme avevano denunciato con forza l’accaduto, parlando di una profanazione «inaccettabile» e chiedendo alle autorità israeliane di agire con severità ed efficacia contro i responsabili di tali crimini, purtroppo in crescita negli ultimi anni in Terra santa. E, nei giorni successivi, quasi tremila persone hanno manifestato la loro indignazione davanti al santuario.

© Osservatore Romano - 7 agosto 2015