Jerusalem, May 5, 2024 / 09:00 am
Pilgrims gathered in Jerusalem on Saturday for the annual “Holy Fire” ceremony at the revered site of Jesus’ burial and resurrection, an ancient custom considered by many believers to be a miraculous event that takes place the day before the Orthodox Christian celebration of Easter.
 
“Gravi preoccupazioni”. È quanto esprime il Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc) in un comunicato diffuso oggi in merito al decreto approvato il 27 marzo scorso dal XXV Consiglio mondiale del popolo russo, sotto la presidenza del capo della Chiesa ortodossa russa, Sua Santità il Patriarca Kirill, in cui si definisce la guerra in Ucraina “una guerra santa”. 
 
“Le persone che oggi si trovano nei territori occupati non hanno più libertà”. È la denuncia di mons. Maksim Ryabukha, vescovo ausiliare dell’esarcato greco-cattolico di Donetsk, che comprende le regioni Lugansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Dnipro, con città sotto occupazione russa e altre a pochissimi chilometri dal fronte.
 
Centro Caritas Santa Elisabetta di Mukachevo: siamo venuti qui per ripercorrere insieme alle operatrici i volti di un "Venerdì Santo" che da due anni l'Ucraina sta vivendo, senza ancora intravedere "la luce della Pasqua". Gli sfollati, i soldati sul fronte e le mamme rimaste, i poveri: l'emergenza non è finita e la paura ha volti diversi. Non ci sono solo i traumi dei missili e dei droni sulle città ma anche il trauma di aver perso tutto, di vedere i sacrifici di una vita andare in fumo.
 

Romania-Chiesa: espansione e conflitti

La Chiesa ortodossa rumena vive un duplice sviluppo: una spinta identitaria all’interno e una espansiva legata ai processi delle migrazioni. Ambedue assai evidenti nelle decisioni prese dal sinodo dei vescovi il 29 e dal parlamento il 20 febbraio.
 

Polonia: i nuovi vertici episcopali

Uomini di centro e di mezzo: così ha definito la nuova direzione della Conferenza episcopale polacca il direttore dell’agenzia cattolica Kai, M. Przecszewski. Di centro, perché non assimilabili ai più intransigenti e ai più liberali. Di mezzo, perché non rappresentano le figure di maggior spicco nell’assemblea.
 
The Pope sends his heartfelt condolences to Metropolitan Yoan, the Holy Synod and the Bulgarian Orthodox Church for the passing away of Patriarch Neofit.
 
A sei anni dalla morte avviata solennemente l'indagine canonica sulla santità dell'arcivescovo maggiore degli uniati sepolto nella cattedrale della Resurrezione, colpita dai missili russi. Nativo di Leopoli, costretto all'esilio dalle tragedie del Novecento, dal 2001 guidò i greco-cattolici in anni delicati con profonda saggezza e capacità di dialogo.
 
È ancora mistero su dove le autorità russe avrebbero portato la salma dell’oppositore morto due giorni fa. Novaya Gazeta Europe apre una possibile traccia grazie ad alcuni informatori. Finora arrestati in Russia oltre 400 manifestanti. Per Biden, “Putin è responsabile delle circostanze”. E Bild ipotizza la morte “prima di un possibile scambio tra prigionieri”.
 
A due anni dall’inizio della guerra, il metropolita Mokrzycki racconta l'orrore che continua a subire il Paese: "Piovono missili e droni su persone e città. Innocenti vengono uccisi e molte persone, anche bambini e sacerdoti, cadono nella disperazione o nella malattia mentale". Tuttavia, afferma, "la gente ha ancora forza e speranza. Vede che l'unica salvezza è in Dio e che solo un miracolo può salvare l'Ucraina".
 

Fourth Century “Mothers of the Church”

Religious life as we know it today, both contemplative and active, has evolved over two millennia. In this third of four articles, Christine Schenk explores the contribution of prominent 4th century Christian women who founded monasteries, laying the foundation for the life now lived by women religious.
 
La parrocchia romana dei Santi Fabiano e Venanzio e la Conferenza episcopale turca hanno celebrato ieri la messa in memoria del sacerdote, ucciso nel 2006 a Trabzon mentre teneva in mano una Bibbia.
 
Tradizionalmente presente e numericamente importante nell’Ucraina occidentale, la Chiesa greco-cattolica si sta sviluppando nel centro del Paese, in particolare a Kyiv e dintorni, con nuovi edifici o strutture “sotterranee”. Vera Chiesa in missione, porta il messaggio del Vangelo nel cuore delle città, offrendo, soprattutto in questo periodo di violenze, sostegno a popolazioni talvolta lontane dalla fede.
 
Il capo dell’ufficio del presidente dell’Ucraina Andriy Yermak ha avuto ieri un colloquio telefonico sia con il Segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, sia con il card. Matteo Zuppi, inviato speciale di Papa Francesco e presidente della Conferenza episcopale italiana. La notizia – riferita anche in lingua inglese sulla pagina web del presidente Zelensky – è stata rilanciata dalla Conferenza episcopale ucraina.
 
“Una scelta scellerata”. Così l’arcivescovo Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi e vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, commenta a ilfattoquotidiano.it la decisione della Casa Bianca di fornire bombe a grappolo all’Ucraina. “In questo contesto, – afferma il presule – in questa scelta scellerata, tragica e drammatica di fornire bombe a grappolo a Kiev, facendo così salire il livello dello scontro, quali scenari possibili potranno aprirsi se non quelli di un’escalation della guerra tra Russia e Ucraina. Nonostante i viaggi di pace, le missioni di pace, la diplomazia di pace, il supporto umanitario che la Chiesa e tante associazioni continuano a dare all’Ucraina, che senso hanno tutte queste cose se sembra ineluttabile il prosieguo di una guerra che davvero nessuno sa prevedere quando e come potrà terminare?”.
 
Anche dal Policlinico Gemelli, Francesco ha raccomandato di dare sostegno alla popolazione colpita dalla guerra, incaricando il Dicastero per il Servizio della Carità di attivarsi per inviare nuovi aiuti nella zona duramente danneggiata dopo la distruzione della diga Nova Kakhovka circa una settimana fa.
 

Armenia, paese cristiano e martire

Articolo di Antoine de Lacoste
Nel 314, sotto l'influenza di San Gregorio l'Illuminatore, il re Tiridate si convertì al cristianesimo contemporaneamente a sua moglie e a tutta la sua corte. Tutto il suo esercito e sudditi seguirono il suo esempio e tutti furono battezzati. L'Armenia divenne ufficialmente il primo regno cristiano al mondo.
 
(Giovanni Maria Vian - Domani) Con l’aggressione russa in Ucraina è tornato attuale un tema molto lontano dalla mentalità occidentale, sempre più secolarizzata e ignara della storia: la presenza e l’uso delle icone come aiuto durante i conflitti. Anche le icone infatti vanno in guerra. 
 
L’accoglienza non ha bandiere, se non quella della pace. Non ci sono amici e nemici, davanti al dramma della guerra, ma solo uomini con il loro carico di fatiche. È in quest’ottica che Kseniya Forte, russa d’origine, ha aperto la sua casa di Torre de’ Picenardi, in provincia di Cremona, a due donne e due bambini ucraini in fuga dalla guerra. Un gesto da leggere nell’ottica della speranza. «Non abbiamo accolto ucraini o russi – commenta Kseniya –. Abbiamo accolto persone, che in questo momento hanno bisogno».

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Con la definizione di Oriente Cristiano si intende attualmente l’insieme delle Chiese cristiane che celebrano le proprie liturgie in uno dei diversi riti orientali, distinti quindi dal rito latino caratteristico delle Chiese cristiane occidentali. Tali tradizioni rituali risalgono alla composizione delle provincie ecclesiastiche ai tempi dell’Impero Romano, e alla sua divisione in Impero d’Occidente e Impero d’Oriente con l’ascesa al potere di Costantino il Grande, che regnò dal 306 al 337, la sua conversione al cristianesimo con l’editto di Milano del 313 e la costruzione di Costantinopoli, capitale orientale dell’Impero nel 330. La Chiesa costantiniana si suddivise così in cinque patriarcati che formavano la Pentarchia ai vertici della Chiesa universale: Roma (patriarcato d’Occidente), Costantinopoli (patriarcato ecumenico), Alessandria d’Egitto, Antiochia e Gerusalemme. Le tradizioni orientali, capostipiti dei vari riti orientali, si cristallizzarono quindi in tre filoni: la tradizione alessandrina, da cui il rito copto e le sue varianti etiopica ed eritrea, la tradizione antiochena (a cui è associata Gerusalemme) da cui discendono i vari riti siriaci (il maronita o siro-occidentale, il rito caldeo o giacobita, il rito armeno, il rito malabarita e malankarita e altri) e la tradizione costantinopolitana, che diede origine al più diffuso dei riti orientali, il rito bizantino imperiale con le sue varianti melchita, georgiano, slavo e altre. La divisione dei riti e delle relative circoscrizioni ecclesiastiche o territori canonici si è andata delineando nel corso dei secoli in modo molto variegato per i vari popoli, con reciproci influssi e sovrapposizioni, iniziate del resto anche prima dell’avvento di Costantino.
 

Chi siamo

Un gruppo di amici cattolici che desiderano dare voce alla ricchezza dell'Oriente Cristiano proponendo materiale, riflessioni, recensioni e rassegna stampa a tema. Crediamo che nel terzo millennio la Chiesa di Cristo potrà mostrare al mondo il miracolo della sua unità, grazie alla potente azione dello Spirito Santo, ritrovando la pienezza del respiro “a due polmoni” dell’Oriente e dell’Occidente. Siamo grati all’opera paziente e scrupolosa dei docenti e ricercatori del Pontificio Istituto Orientale, di cui diversi di noi sono ex-studenti; insieme abbiamo dato vita nel 2008 all’Associazione “Amici dell’Oriente Cristiano”, per aiutare a spalancare le porte di tante Chiese cattoliche, ortodosse, di antiche comunità orientali che ci riportano tratti della freschezza del cristianesimo libero e armonioso del primo millennio. Guardiamo con particolare affetto e solidarietà alle Chiese ancora perseguitate, soprattutto in Medio Oriente. Confidiamo nel carisma petrino del papa di Roma, che presiede alla carità universale della Chiesa di Cristo nel mondo intero. Ci rivolgiamo alla Vergine Madre di Dio Assunta in cielo nel mistero della sua Dormizione, che stenda il suo mantello protettivo su tutti coloro che “da un confine all’altro della terra” sono umilmente alla ricerca del Volto santo di Dio, rivelatosi nel Figlio a cui “ogni ginocchio si piega”.

 

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