«Sì, gli ortodossi amano Papa Francesco»

25/06/2016  Intervista con l’arcivescovo Job of Telmessos, rappresentante permanente a Ginevra del Patriarcato di Costantinopoli presso il Consiglio ecumenico delle Chiese. Grande affetto e rispetto per Bergoglio, anche se il dialogo è bloccato: «La Commissione internazionale di dialogo tra cattolici e Chiesa ortodossa che stava discutendo sul primato è arrivata a un punto su cui è difficile andare avanti. Dal lato della Chiesa cattolica romana vescovi e teologi non vogliono esplorare il secondo millennio, perché la Chiesa di Roma è preoccupata di rivedere o correggere ciò che è successo in quel periodo».
 

His All-Holiness Ecumenical Patriarch Bartholomew offers
his dreams and prayers for the Holy and Great Council,
meeting in Crete in late June 2016.
The Holy and Great Council is the first time in 1200 years
that 14 autocephalous Orthodox churches are meeting, with a
 
ПОСЛАНИЕ
СВЯТОГО И ВЕЛИКОГО СОБОРА
ПРАВОСЛАВНОЙ ЦЕРКВИ

Православным людям
и каждому человеку доброй воли
 
da Chania HYACINTHE DESTIVELLE

La questione dei rapporti con gli altri cristiani è stata al centro dei dibattiti del Santo e grande con- cilio della Chiesa ortodossa il 24 e il 25 giugno scorsi. Il documen- to a essa dedicato è stato il più controverso di tutti, anche se pro- prio tale questione era stata all’origine del processo conciliare. Le encicliche del patriarca ecume- nico Gioacchino III del 1902 e del 1904, considerate il punto d’inizio di questo processo, giustificavano il bisogno di consultazioni panor- todosse proprio per adottare un atteggiamento comune nei confronti degli altri cristiani, in particolare dei vetero-cattolici e degli anglicani.
 

Principi ortodossi

da Chania HYACINTHE DESTIVELLE
La questione del matrimonio è stata og- getto dei dibattiti del Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa il 23 e il 24 giugno scorsi. Figurava all’ordine del giorno del concilio fin dal 1961 con il ti- tolo Impedimenti al matrimonio .
 
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
 
E’ un messaggio di dialogo e riconciliazione quello che conclude il Santo e grande Concilio delle Chiese ortodosse, tenutosi a Creta dal 19 giugno e terminato oggi con la sacra liturgia celebrata nella chiesa di San Pietro e Paolo a Chania.

Dopo il Vangelo è stato letto il Messaggio del Santo e grande Concilio della Chiesa ortodossa al popolo ortodosso e a tutte le persone di buona volontà, approvato ieri dai circa 230 vescovi e gerarchi delle 10 Chiese ortodosse autocefale convenute, che sintetizza il significato dell’evento, percepito da tutti i partecipanti come storico.

 
CHANIA, 27. Dalla dichiarazione di unità e cattolicità della Chie- sa ortodossa al dialogo con le altre comunità cristiane, dalla minaccia rappresentata da una crescente secolarizzazione all’importanza del matrimonio (come «indissolubile relazione d’amore di un uomo e di una donna») e della famiglia («Chiesa domestica»), dal valore e i rischi del progresso scientifico alla grave crisi ecologica: sono solo alcuni dei temi trattati nel messaggio diffuso al termine del Santo e grande concilio ortodosso svoltosi nell’isola greca di Creta dal 19 al 26 giugno. Dodici punti e una breve premessa nella quale si sottolinea che «fondamento delle nostre ricerche teologiche è stata la certezza che la Chiesa non vive per se stessa. Comunica la testimonianza del Vangelo di grazia e verità e offre a tutto il mondo i doni di Dio: l’a m o re , la pace, la giustizia, la riconciliazione, la forza della croce e della resurrezione, l’attesa dell’eternità».
 

Pagina nuova del cammino comune

da Chania HYACINTHE DESTIVELLE

Dopo una settimana di intenso lavoro all’Accademia ortodossa di Creta, il Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa il 25 giugno ha concluso i suoi dibattiti. Smentendo le previsioni più pessimiste e superando, fino alla vigilia della sua apertura, innumerevoli ostacoli, l’assemblea conciliare non solo ha adottato i sei testi che figuravano all’ordine del giorno ma ha anche pubblicato un’enciclica e un importante «messaggio al popolo ortodosso e a tutte le persone di buona volontà».
 
Si è concluso ieri con la celebrazione della Divina Liturgia il Santo e Grande Concilio della Chiesa ortodossa, che si è svolto in questi giorni nell’isola di Creta. "Abbiamo scritto una pagina di storia", ha detto il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I chiudendo i lavori. Le Chiese hanno deciso di convocare un Concilio ogni 7/10 anni. Il servizio di Marina Tomarro
 
Si è concluso domenica con la celebrazione della Divina Liturgia il Santo e Grande Concilio della Chiesa ortodossa.  "Abbiamo scritto una pagina di storia", ha detto il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I chiudendo i lavori . Le Chiese hanno deciso di convocare un Concilio ogni 7/10 anni. E nel messaggio finale, scrivono:
 

Il Concilio si chiude e apre tempi nuovi

Nei due messaggi conclusivi del Concilio ortodosso un forte richiamo al cambiamento: apertura al mondo, responsabilità, dialogo con tutti, rinuncia ai particolarismi. Nato sotto pessimi auspici, il Concilio ha sorpreso tutti, anche i partecipanti.
Domenica 26 giugno si è chiuso il discusso, travagliato Concilio panortodosso. Ma pur con
 
da Chania HYACINTHE DESTIVELLE

Il Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa ha dedicato una parte dei suoi dibattiti del 22 e 23 giugno alla questione del digiuno, inclusa nell’agenda fin dall’inizio della sua preparazione. Nel 1961 si pensava di adattare le regole del digiuno, ispirate in gran parte dall’ideale monastico, alle condizio- ni di vita dei fedeli. Con il titolo «Adattamento del regolamento del digiuno alle esigenze della nostra epoca», le prime bozze dei documenti preconciliari sul tema proponevano regole generali abbreviando o rendendo meno rigidi alcuni digiuni. La terza conferenza panortodossa preconciliare del 1986 pubblicò per la prima volta il documento esami- nato in questi ultimi giorni dal concilio, con un titolo nuovo: L’im- portanza del digiuno e la sua osservanza oggi.
 
da Chania HYACINTHE DESTIVELLE

Il 22 giugno il Santo e grande con- cilio della Chiesa ortodossa ha esaminato il testo intitolato «L’autonomia ecclesiale e la sua proclamazione», che figurava al terzo posto dell’ordine del giorno. Una Chiesa autonoma è, nell’ortodossia, una Chiesa locale che, senza essere auto- cefala, gode di prerogative d’indi- pendenza più o meno ampie in seno a quella della sua Chiesa madre.
 
(da Chania Hyacinthe Destiville)
Il documento preconciliare intitolato La diaspora ortodossa, secondo nell’ordine del giorno del Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa, è stato discusso martedì 21 giugno dai dieci primati e dai 154 vescovi membri dell’assemblea conciliare. La questione della diaspora è stata uno dei
 
“A prescindere dalle pur importanti assenze, il peso storico del Concilio panortodosso in svolgimento a Creta resta notevole e credo che le Chiese protagoniste, quelle che hanno deciso di parteciparvi dopo una preparazione durata 55 anni, ne siano consapevoli”. Ad affermarlo è Daniela Sala, giornalista della rivista Il Regno, inviata nell’isola greca per seguire
 
Greek Orthodox Ecumenical Patriarch Bartholomew closed the matter of church jurisdiction during the Holy Synod of the Orthodox Church on the island of Crete. In the framework of an examination on church autonomy, Patriarch Bartholomew conclusively underlined that the archdioceses of Epirus, Central, East and West Macedonia, Thrace and the North Aegean come under the spiritual guidance of the Ecumenical Patriarchate and come under the jurisdiction of the Church of Greece according to the Patriarchate’s Act of 1928. He said that the Patriarchate does not intend to revoke this decision in the future.
 
“Ci sono stati tanti sviluppi, così come molti cambiamenti nel corso di centinaia di anni. Sviluppi politici, sociali, anche scientifici. La Chiesa non può più rimanere fuori da queste discussioni. Deve piuttosto trasformarle, attingendo alla sua ricca ed antica tradizione spirituale, articolando nuove risposte, per non ripetere sempre le stesse”. E’ questo “il processo entusiasmante” che il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa
 
En los próximos dos días se discutirá acerca del reconocimiento de la Iglesia católica como verdadera Iglesia. En los días anteriores, fueron aprobados textos sobre la misión de la Iglesia ortodoxa en el mundo contemporáneo, sobre el ayuno, los impedimentos para el matrimonio, las declaraciones de autonomía de las Iglesias. Nacen las conferencias episcopales, formadas por obispos de diversos ritos y naciones.
 
The recognition of the Catholic Church as a true Church will be discussed in the next two days. So far, the meeting has agreed on the Orthodox Church’s mission in the world, fasting, impediments to marriage, and Churches’ declarations of autonomy. New national bishops’ conferences will include bishops from various rites and nations.
 
I primati e gli arcivescovi delle 10 Chiese ortodosse che stanno partecipando al Santo e Grande Concilio, sono entrati oggi nella quinta giornata di lavori sinodali. “Ho una buona notizia da condividere con voi”, ha detto ai giornalisti l’arcivescovo di Telmessos, Job, membro della rappresentanza del Patriarcato ecumenico al Concilio pan-ortodosso. “Il Concilio sta lavorando in amore fraterno, in spirito di unità, ascolto reciproco e con
 

La questione della diaspora

da Chania HYACINTHE DESTIVELLE

Il documento preconciliare intitolato La diaspora ortodossa, secondo nell’ordine del giorno del Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa, è stato discusso martedì 21 giugno dai dieci primati e dai 154 vescovi membri dell’assemblea conciliare. La questione della diaspora è stata uno dei principali motivi dell’avvio del processo preconciliare e figurava anche ai primi posti nell’agenda fissata dalla conferenza panortodossa del 1976. Di fatto, le Chiese ortodosse nel Novecento hanno dovuto far fronte a migrazioni senza precedenti dei loro fedeli.
 
Dietro gli scontri di potere tra apparati ecclesiastici, si intravede un «pensiero mondano nella Chiesa» che il Patriarca Bartolomeo aveva già indicato come radice della frattura tra Cattolicesimo e Ortodossia. E che oggi nutre tutte le nuove forme di superbia e auto-sufficienza clericale.
 
The patriarchal and synodical encyclical of Ecumenical Patriarch Joachim III in 1902, through which the Primates of the Orthodox Autocephalous Churches were called to collaborate to face the problems concerning the Orthodox Church at that time was the spark which initiated the preparation of a great panorthodox council. The Ecumenical Patriarch Photios II convened the meeting of an inter-Orthodox preparatory committee in 1930 at the monastery of Vatopedi on Mount Athos, during which they established an initial list of 17 topics, which were raised to be addressed, including inter-Orthodox relations, the relations of the Orthodox Church with other Churches and Christian confessions, the question of the calendar and various questions of disciplinary order. This council was necessary following the significant changes that the Orthodox Church had witnessed in the late nineteenth and early twentieth century by the emergence of new autocephalous Churches, and the challenges the new century threw at the Church, already shaken by the First World War.
 
- Polish Orthodox Church
©  http://www.pravoslavie.ru/english/94095.htm  01.06.2016
 

Cosa resta del Concilio panortodosso

15/06/2016 - Il no di Mosca rischia di far saltare l'attesa riunione delle Chiese d'Oriente. Dopo mesi di serena preparazione rimangono il disorientamento e il dolore di molti fedeli, anche cattolici: si può ancora «testimoniare un'unità più forte delle divisioni»
 

Un mondo tante missioni

da Chania HYACINTHE DESTIVELLE

Il Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa ha iniziato i suoi lavori, il 20 e 21 giugno, con l’esame del documento intitolato La missione della Chiesa ortodossa nel mondo contemporaneo. È molto significativo che il primo testo analizzato dal concilio sia sulla missione. Di fatto, il documento figura al primo posto all’o rd i n e del giorno della riunione di Creta, mentre era all’ultimo in quello stabilito dalla prima conferenza preconciliare nel 1976.
 

Nella dimensione della sinodalità

da Chania HYACINTHE DESTIVELLE

Il 20 giugno si è tenuta la prima sessione del Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa. Disposti a semicerchio su una larga pedana a destra e a sinistra del patriarca ecumenico nell’ordine dei dittici, come stabilito dal regolamento del concilio, i primati siedono di fronte all’assemblea dei padri conciliari, le delegazioni delle dieci Chiese presenti. Al centro del semicerchio, davanti al patriarca Bartolomeo, si trova un piccolo altare sul quale è posto il libro dei vangeli, tra due ceri accesi. Dietro i primati, in un secondo semicerchio, sono seduti i vescovi consiglieri, due per primate.
 
Kolympari (Creta). Dopo quattro sessioni di confronto a porte chiuse, e ormai a metà del Concilio, è pronto il primo documento: è quello sulla Diaspora ortodossa, la cui bozza era stata approvata a Chambesy nel 2009, e che qui al Concilio è stato discusso come secondo, ieri mattina. Gli emendamenti presentati e votati dai delegati in assemblea sono stati recepiti dal