memorie di siria (molte foto)

 
Una volta, più di duemila anni fa, su un piccolo colle, Tell Neshin, Collina delle donne in Siriaco, sorgeva il villaggio di Telanissos, Collina delle donne in Greco.
 
Il Segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Gallagher, è intervenuto ad un colloquio sulle migrazioni alla Pontificia Università Gregoriana,  di ritorno dalla sua missione diplomatica in Ucraina dei giorni scorsi e ha parlato della situazione a Kiev. “Dobbiamo resistere alla tentazione che va alzandosi nel mondo e in Europa della dimenticanza, quasi si comincia a essere distratti” rispetto alle sofferenze della guerra.

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Putin, la Nato, il patriarca Kirill: Papa Francesca rivela alcuni particolari inediti sulla guerra in Ucraina in una conversazione con i direttori delle riviste culturali europee della Compagnia di Gesù, raccolti in udienza presso la Biblioteca privata del Palazzo Apostolico. Tra loro, padre Antonio Spadaro, responsabile de La Civiltà Cattolica.
 
Stefano Leszczynski – Città del Vaticano
Il conflitto in Ucraina ha spinto il numero complessivo dei profughi in fuga dalle guerre oltre la soglia dei cento milioni. Ma non sono solo i conflitti a provocare gli immensi fenomeni migratori che costringono milioni di persone ad abbandonare le proprie case, i propri affetti e le proprie terre. I cambiamenti climatici, la fame dilagante le gravi crisi economiche a livello globale sono il campanello d’allarme che dovrebbe spingere i responsabili delle nazioni ad agire di concerto e in spirito di solidarietà.

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Andrea De Angelis - Città del Vaticano 
 
Baghdad (AsiaNews) - Una scoperta di grande valore storico, religioso e culturale che conferma - una volta di più - il legame dei cristiani con l’Iraq e, più in generale, con la regione mediorientale della quale sono popolo originario e componente integrante sin dai primi secoli. Nei giorni scorsi sono emerse una decina fra reliquie e pergamene antiche appartenenti ad alcuni santi rivenute all’interno di una chiesa devastata dallo Stato islamico (SI, ex Isis), oggi oggetto di un’opera di restauro. Teatro del rinvenimento la chiesa (nelle foto) siro-ortodossa di mar Thomas a Mosul, un tempo capitale economica e commerciale del nord e nel recente passato roccaforte del “califfato” islamico instaurato dall’Isis. Ritrovati al suo interno sei contenitori in pietra, recanti iscrizioni aramaiche dei santi e diversi manoscritti in lingua siriaca e aramaica.

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Baghdad (Agenzia Fides) – Il leader sciita iracheno Muqtada al Sadr, a capo della coalizione di forze più rilevante nell’attuale Parlamento di Baghdad, ha annunciato la proroga dell’attività svolta dal comitato ad hoc istituito su sua iniziativa all’inizio del 2021 con l’incarico di recuperare e restituire beni immobiliari sottratti negli ultimi anni in maniera abusiva e illegale a legittimi proprietari iracheni appartenenti alle comunità cristiane o alla comunità religiosa dei mandei (seguaci di dottrine religiose di matrice gnostica). Il prolungamento delle attività di ricerca svolte dal Comitato è stato annunciato in un testo firmato dallo stesso Muqtada al Sadr, nel quale vengono annunciati anche i nomi di tre nuovi membri inseriti nell’organismo istituito – così si legge nel documento diffuso dal leader sciita – “per restituire le case e le proprietà dei fratelli cristiani e appartenenti a altre comunità minoritarie”, che abbiano denunciato e attestato con prove adeguate i casi di esproprio illegale di cui sono stati vittime. Il prolungamento dell’incarico affidato al Comitato – ha sottolineato Muqtada al Sadr – conferma il valore e l’importanza dell’iniziativa, e è stato disposto per far fronte al numero crescente di denunce e segnalazioni pervenute all’organismo.

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Duemila pellegrini sono partiti stasera dall'Arena Sferisterio di Macerata per intraprendere il cammino verso la basilica di Loreto. A loro si sono aggiunte, unite nello Spirito, decine di migliaia di persone che non potendovi partecipare a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, seguono il 44° pellegrinaggio attraverso le televisioni o le radio che trasmettono la diretta. E davanti all'apparecchio recitano il rosario, ascoltano le testimonianze, pregano e cantano insieme agli altri come se fossero lì, ancora una volta, lungo le strade che, dopo 30 chilometri percorsi nella notte tra borghi e campagne marchigiane, conducono alla Casa di Maria, su un colle che domina l'Adriatico. Non c'era altra scelta per loro quest'anno.
 
Damasco (AsiaNews) - Le famiglie, i giovani e la Chiesa: sono tra le “vittime” che più hanno “sofferto” in questi 11 anni di guerra e che oggi raccolgono “i frutti amari” delle “violente tempeste” che hanno sconvolto “la tranquillità” della società siriana. È quanto scrive mons. Samir Nassar, arcivescovo maronita di Damasco, in una riflessione inviata ad AsiaNews in cui si rivolge ai fedeli invitandoli a “remare contro-corrente” per risollevare una nazione piagata da guerra e sanzioni, che hanno acuito le “bombe” della fame e della povertà. Il prelato parla di “cambiamenti” che ricordano il crepuscolo e “mutazioni strutturali” che pongono crescenti interrogativi sulle tradizioni pastorali. Ecco perché è necessario un nuovo metodo di “testimonianza cristiana” per risollevare le sorti di una comunità che si sta sempre più indebolendo.

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Yaqut Cholil Quomas ha incontrato a Roma il pontefice accompagnato dal leader del Nahdlatul Ulama. La conferenza interreligiosa è uno degli appuntamenti a cui sta lavorando l'Indonesia come presidente di turno del forum globale che riunisce le maggiori potenze economiche. Il ministro: "Ho portato al papa il saluto dei cattolici indonesiani che pregano per la sua salute e sperano di poterlo accogliere nel nostro Paese".

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Vatican News
La questione della guerra in Ucraina, e in particolare la situazione dei profughi, sono stati al centro dei colloqui avuti in Vaticano dal primo ministro della Repubblica Ceca, Petr Fiala, ricevuto questa mattina in udienza da Papa Francesco. Il premier, dopo l'incontro con il Pontefice, ha successivamente incontrato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, accompagnato da monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali.
 
Linda Bordoni e Cecilia Mutual - Città del Vaticano
 
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
“L’umanità ha ancora la capacità di lavorare insieme per costruire la nostra casa comune. È tempo di riunire l’intera famiglia umana. Perché sappiamo che le cose possono cambiare”. Cita la Laudato si’ di Papa Francesco, Ursula von Der Leyen, nel suo intervento alla Casina Pio IV, sede della Pontificia Accademia delle Scienze dove si è svolta questa mattina la conferenza Reconstructing the Future for People and Planet, organizzato dall’Accademia e dalla Bauhaus Earth.
 
Vatican News
C’è uno “stile” da esprimere quando si è rappresentanti del Successore di Pietro in altre nazioni. Uno stile che va innervato interiormente di spiritualità sacerdotale, nutrita di preghiera, e esternamente da un’anima concreta, missionaria. È stato un “docente” speciale a offrire queste indicazioni agli allievi della Pontificia Accademia Ecclesiastica, la scuola che prepara i candidati al servizio diplomatico della Santa Sede. Papa Francesco l’ha visitata ieri pomeriggio, accolto dal presidente monsignor Joseph Marino, dall’economo e prefetto degli Studi, monsignor Gabriel Marcelo Viola Casalongue, e dal direttore spirituale, il padre gesuita Orlando Torres.
 

9 giugno: memoria di Sant’Efrem, il Siro

 
 
UDIENZA GENERALE DI BENEDETTO XVI
Cari fratelli e sorelle,
 
  (Anna Zafesova, La Stampa) Il patriarca di Mosca e di tutte le Russie può essere anche considerato intoccabile da Viktor Orban, pronto a scontrarsi con l'Unione Europea per difendere Kirill dalle sanzioni, ma le parrocchie in Ucraina non pregano più per la sua salute.
Il capo della Chiesa ortodossa russa è l'alleato più fedele del Cremlino, che non solo ha benedetto la "operazione militare speciale" contro l'Ucraina, ma l'ha anche giustificata con la difesa dei "valori tradizionali" tanto cari sia al leader ungherese che a Vladimir Putin: la sua dichiarazione che l'invasione ha «sventato il pericolo di sfilate di Gay Pride a Donetsk» ha fatto il giro del mondo, suonando scioccante perfino per molti conservatori.
Con i suoi orologi di lusso, le sue benedizioni delle testate atomiche e le amicizie con politici impresentabili - come Leonid Sluzky, il capo della commissione Esteri della Duma, sostenitore della pena di morte famoso per le sue molestie sessuali - il Patriarca era già un personaggio molto discusso.
E quando ha insistito che la Russia «sta promuovendo la pace», gli ortodossi ucraini si sono ribellati: domenica 29 maggio il metropolita di Kiev Onufrij, per la prima volta, non ha menzionato nella sua liturgia domenicale il patriarca di Mosca come «grande signore e padre nostro».
A utilizzare il calcolo di Stalin, che chiedeva di quante divisioni disponesse il Vaticano, Vladimir Putin rischia di perdere un fronte intero. Due giorni prima, durante un'assemblea tenuta a Kiev e trasformata in corso d'opera in concilio, la Chiesa ortodossa ucraina del patriarcato di Mosca si è proclamata «autonoma e indipendente», cancellando dal suo statuto ogni menzione del suo legame subordinato alla Chiesa russa.
A Mosca aspettano a parlare di scisma, ma è evidente che la chiesa ortodossa si è spaccata sulla guerra: la posizione di Kirill è stata bollata da Onufrij come "il peccato di Caino", il sostegno a un massacro fratricida. Una presa d'atto seguita a una rivolta dei fedeli e del clero: circa 500 parrocchie avevano già dichiarato di uscire dalla giurisdizione del patriarcato di Mosca.
Il metropolita Evlogiy di Sumy aveva smesso di pregare per la salute di Kirill sotto le bombe russe, imitato da una quindicina delle 53 diocesi ucraine. Circa 400 sacerdoti e monaci hanno sottoscritto una lettera ai patriarchi delle antiche chiese di Oriente, chiedendo di processare il patriarca di Mosca come eretico per la sua propaganda del "mondo russo" come ideologia nazionalista del putinismo.
Nonostante diverse parrocchie avessero raccolto aiuti per i militari e per i profughi, e molti esponenti del clero avessero preso posizioni molto dure nei confronti dei principali moscoviti, la situazione era diventata insostenibile. Alla rabbia dei fedeli si erano aggiunte le pressioni delle autorità di molte regioni ucraine che avevano cominciato a mettere fuori legge le attività della "chiesa di Mosca". E così, dal 27 maggio la Chiesa ortodossa ucraina si è dichiarata indipendente: ora potrà istituire parrocchie all'estero - dove sono fuggiti milioni di profughi ucraini - e ricominciare a preparare il crisma a Kiev, dopo che per più di un secolo l'olio per i sacramenti veniva inviato da Mosca.
Uno scisma che Kirill per ora evita di dichiarare tale, anche perché dovrebbe ammettere di aver perso un terzo delle sue parrocchie e fino a due terzi delle entrate, con un patrimonio immenso di immobili e reliquie, tra cui il monastero delle Grotte di Kiev, culla dell'ortodossia della Rus. Ma soprattutto, il monastero di San Daniele di Mosca smetterebbe di venire considerato il centro religioso di "tutte le Russie", e la chiesa di Kirill si ridurrebbe di fatto a una istituzione nazionale russa, un colpo pesante all'ambizione di Putin e del suo patriarca di un nuovo impero del "mondo russo".
Non stupisce dunque che Kirill abbia voluto smussare gli angoli, parlando di «decisioni sagge per non complicare la vita dei credenti» in Ucraina. Molto meno conciliante la posizione di numerosi funzionari della Chiesa russa: Aleksandr Shipkov del dipartimento delle relazioni esterne ha pronunciato la parola proibita «scisma», sostenendo che fosse avvenuto «su ordine del dipartimento di Stato Usa».
Una situazione complicata, anche perché dentro la Chiesa ucraina è già nato a sua volta uno scisma: praticamente tutti i 14 vescovi dei territori in mano ai russi, tra cui la Crimea, Donetsk e Novokakhovka, hanno deciso di mantenere la fedeltà a Kirill. «Ci rendiamo conto che nelle zone occupate esiste una realtà diversa», ha ammesso il metropolita Climent. È evidente che la linea dello scisma passerà dalla linea del fronte, che è soggetta a cambiamenti. Il problema è cosa resterà dopo la guerra: in Ucraina infatti esiste anche la Chiesa ortodossa dell'Ucraina, frutto dello scisma dell'indipendenza, riconosciuta nel 2018 dal patriarca di Costantinopoli Bartolomeo come autocefala, e considerata "ufficiale" dal governo.
Uno smacco a Putin cui Kirill reagì rompendo ogni contatto con il centro dell'ortodossia mondiale. Ora, la nuova chiesa indipendente di Kiev è di fronte a un dilemma drammatico: se non ricuce i rapporti con Constantinopoli rischia di restare una scheggia illegittima dell'ortodossia. Motivo per il quale Serhiy Bortnik, teologo e collaboratore di Onufrij, dice che l'indipendenza da Mosca non significa la rottura di un legame "di preghiera", forse in attesa che un giorno un cambio di regime al Cremlino trasformi anche la posizione militarista e imperialista di Kirill.
Una prudenza che potrebbe costare agli scismatici il loro futuro: molti in Ucraina continuano a considerarli troppo vicini all'invasore, e le parrocchie ribelli stanno passando nella giurisdizione dei concorrenti della Chiesa ortodossa dell'Ucraina, mentre le diocesi nei territori occupati potrebbero venire subordinate direttamente a Mosca.   (La Stampa) (fonte)
 
Baghdad (AsiaNews) - L’Antica Chiesa dell’Est ha un nuovo patriarca, eletto all’interno di un sinodo lampo durato soli due giorni e che si è tenuto fra fine maggio e inizio giugno a Chicago, negli Stati Uniti. Dall’incontro fra le massime cariche della Chiesa orientale sembra arrivare anche un freno - forse non definitivo, ma certo un duro colpo - alla faticosa e difficile opera di riunificazione con la Chiesa Assira dell’Est. Una prospettiva che aveva ripreso vigore, con un moderato ottimismo iniziale, in seguito all’annuncio dei dialoghi fra le due realtà avviati il 9 maggio scorso nella metropoli del Nord America. 

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Hay pocos lugares tan aislados como este pequeño pueblo de Ozernoye, al norte de Kazajstán. Su ubicación, alejada de cualquier núcleo habitable, de carreteras y grandes ciudades, lo hizo perfecto destino de deportación. En 1936 llegaron hasta estas zonas, en oleadas sucesivas, cientos de deportados -se habla de 70.000- de origen polaco y ucraniano. Su único crimen contra el régimen soviético era, muchas veces, la fe. Esa misma fe que les hacía confiar en que en medio de esas tierras desiertas podrían recomenzar una vida mínimamente digna, con la ayuda de Dios.
 
Gabriella Ceraso - Città del Vaticano 
 
Adriana Masotti - Città del Vaticano
Papa Francesco ha incontrato stamattina presso il Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico, i piccoli partecipanti all'ottava edizione del "Treno dei bambini", evento organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura nell'ambito della più ampia iniziativa denominata "Cortile dei Gentili". I bambini sono accompagnati da alcuni adulti e, dopo il saluto del cardinale Gianfranco Ravasi, prefetto del dicastero, di Antonio Organtini, direttore generale dell'Istituto di assistenza Sant'Alessio-Margherita di Savoia di Roma frequentato dai bambini, e di Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura che collabora all'evento, sono i bambini a parlare con il Papa, a fargli con franchezza le domande che hanno in cuore e, qualche volta, a suggerirgli qualcosa. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

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Gli ambasciatori Ue a Bruxelles (Coreper) hanno approvato un sesto pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia nella riunione convocata dalla presidenza francese e che si è svolta eccezionalmente a Lussemburgo. L'intesa lascia fuori dalla lista dei sanzionati il patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill, come richiesto nella giornata di ieri dal governo ungherese che ieri aveva bloccato l'approvazione formale del pacchetto proprio per ottenere questo risultato.

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Ringrazio il Maestro Chung e l’Orchestra del Teatro La Fenice che tra poco ci offriranno una splendida espressione d’arte.
 
Warsaw, Poland — Senior Catholics see the beatification of 10 Polish nuns murdered by Russian soldiers at the end of World War II as highlighting the need for radical Christian witness while offering a prophetic reminder of current sufferings in Ukraine.
 
ETHIOPIAN Cardinal Berhaneyesus Demerew Souraphiel landed in Australia just in time to watch Election Day 2022 unfold.
 

In memoriam Metropolita Gennadios di Sassima

Tra i numerosi impegni ecumenici a livello internazionale, il Metropolita Gennadios è stato Vicepresidente della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) dal 1998 al 2006, Co-presidente del Dialogo teologico internazionale ortodosso-luterano, Co-segretario e membro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa.
 
He graduated from the Theological Institute of Saint Sergius in Paris in 1978. He was ordained a deacon on 27 September 1974 and a presbyter on 18 January 1981.
 

In prima linea alle frontiere della speranza

In una guerra "disumana e sacrilega" come l'ha definita Papa Francesco, in un buio fatto di disperazione, di donne sole che aggrappate ai loro figli cercano la speranza del domani, di uomini che lasciano la famiglia per combattere al fronte, di anziani strappati ai ricordi di una vita, cerchiamo la luce. E arriva bella e lieve dall'umanità di tanti volontari, da famiglie che abbracciano e aprono le porte della loro casa, da bambini che lasciano i loro giocattoli agli amichetti che li hanno persi, da una Chiesa che offre riparo. Questo raccontano gli inviati di Vatican News - Radio Vaticana che, dallo scoppio del conflitto in Ucraina il 24 febbraio, hanno viaggiato per le strade di Romania, Slovacchia, Polonia, Ungheria e Moldavia.  Di seguito il podcast di "In prima linea alle frontiere della speranza".

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Amedeo Lomonaco - Città del Vaticano
La visita del cardinale Leonardo Sandri in Romania è cominciata lunedì primo giugno con l’arrivo all’aeroporto di Cluj. Il porporato è stato accolto dal vescovo dell’Eparchia di Cluj-Gherla, Claudiu-Lucian Pop, dal vescovo della Curia arcivescovile Maggiore greco-cattolica romena, Cristian Crişan, e da alcuni sacerdoti. La delegazione vaticana si è poi trasferita presso il Convento delle Suore della Madre di Dio, accolta dalla superiora generale e le religiose presenti. Nella mattina di giovedì 2 giugno, la delegazione ha visitato il cantiere della nuova cattedrale greco-cattolica. Successivamente, ha avuto inizio la cerimonia del conferimento della laurea Honoris Causa al cardinale Leonardo Sandri da parte della Facoltà di Teologia dell’Università Babeş-Bolyai di Cluj.

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   Per il mondo cristiano la guerra di Ucraina è un fatto tragico: essa infatti è una guerra tra cristiani. Ed è due volte tragica, questa guerra, per l’Ortodossia russa, perché sono suoi fedeli sia i russi che invadono sia gli ucraini che contrattaccano. Se le sanzioni dell’Occidente si estendessero al Patriarca Kirill avrebbero come primo effetto di schiacciarlo ancora di più su Putin, di rendere più sanguinosa la sua frattura con gli ortodossi ucraini, più caotico e pericolante ogni rapporto ecumenico nel mondo. Nei commenti completo la mia idea: non conviene a nessuno accentuare l’identificazione, già tragica, del Patriarcato di Mosca con la guerra di Putin.

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