di Giada Aquilino
E’ stato in un campo di concentramento, “marchio infamante” del secolo scorso, che “Dio ha trovato Tito Brandsma degno di sé”. Con queste parole San Giovanni Paolo II nel novembre 1985 beatificava in San Pietro Tito Brandsma, carmelitano
 

Viene legato colui che scioglie Adamo

di MANUEL NIN

Il mistero pasquale nella tradizione bizantina viene inquadrato nella celebrazione della passione e morte del Signore in croce, la sua discesa all’Ade e la sua gloriosa risurrezione. Il Creatore di tutto, il Signore onnipotente e inaccessibile è inchiodato alla croce e muore. È messo in un sepolcro da Giuseppe di Arimatea e Nicodemo. Quindi il Signore che scende negli inferi per riprendersi Adamo e riportarlo al paradiso da cui era stato espulso.
 

Dio abbraccia l’uomo

di MANUEL NIN

L’Epifania del Signore celebra la manifestazione del Verbo di Dio incarnato. I testi liturgici della festa nella tradizione bizantina riassumono i principali misteri della fede cristiana: quello trinitario, l’incarnazione di Cristo, la redenzione ricevuta nel battesimo. Evento, quest’ultimo, celebrato durante la liturgia della grande benedizione delle acque che ricorda e celebra il battesimo di Cristo e di ognuno dei fedeli cristiani.
 

La fede di Giuseppe

di MANUEL NIN

L'ufficiatura bizantina celebra san Giuseppe, lo sposo della Madre di Dio, la domenica ’ufficiatura bizantina celebra precedente il Natale e in quella successiva. Diversi testi e la stessa icona della festa di Natale ne presentano la figura sotto diversi aspetti, ma in modo speciale come uomo della confessione di fede, che è quella della Chiesa. Giuseppe è la
 

Il costo della misericordia

di FRATEL RICHARD*

La misericordia di Dio, che la Chiesa è chiamata a comunicare, è senza limiti. «Noi chiamiamo “cattolica” la Chiesa — scrive san Cirillo di Gerusalemme nelle sue Catechesi — non solo perché è diffusa su tutta la terra, da un estremo all’altro, ma […] perché essa cura e guarisce ogni sorta di peccato, sia esso dell’anima o del corpo».
 

Tra terreno e divino

di Anna Foa

Il silenzio di Dio comincia per Chagall nel 1933. Già in un suo dipinto di quell’anno, che vede l’ascesa al potere di Hitler, Solitudine, ritroviamo i temi delle grandi opere successive, fino alla Shoah, dalla Caduta dell’angelo alla Crocefissione bianca.
 

Perversione dell’elemosina

Sfide e tentazioni della Chiesa ortodossa nel mondo contemporaneo

La radicalità della predicazione cristiana, in linea di principio, dovrebbe impedire ogni tentativo di installarsi nel e di identificarsi con il mondo e con lo spirito secolare, ogni sogno di società, di civiltà, di Stato o di impero cristiani.
 

Un albero riapre il paradiso

di MANUEL NIN

La tradizione innografica del l’oriente cristiano adopera spesso il genere letterario del dialogo o della disputa. Di Romano il Melodo, morto nel 555, abbiamo due inni dedicati alla croce di Cristo, e il primo presenta appunto la discussione tra l’Ade e il diavolo presentato sotto la forma del serpente.
 

Nasce il libro del Verbo della vita

di MANUEL NIN
Due grandi feste della Madre di Dio aprono e chiudono l’anno liturgico nella tradizione bizantina: la Natività l’8 settembre e la Dormizione il 15 agosto. Due feste che ricongiungono il ciclo liturgico in un unico mistero, di Cristo, di Maria e della Chiesa stessa.
 

Studi siriaci e arabo-cristiani

di MANUEL NIN

Nei giorni scorsi Roma ha ospitato due importanti ap- puntamenti per chi studia l’oriente cristiano. Dal 19 al 21 agosto si è tenuto il dodicesimo Symposium Syriacum e, in concomitanza con esso, dal 22 al 24 il decimo Congresso internazionale di studi arabo-cristiani.
 

La vita dopo la morte

GERUSALEMME, 17. «Anche ai tempi nostri non è raro vedere quanto l’irruzione del Vangelo sappia generare situazioni in cui ci si espone alla sofferenza, alla solitudine e al rifiuto. Dai primi martiri fino a oggi, il Vangelo causa divisione e rifiuto. Pensiamo, ad esempio, ai tanti nostri fratelli cristiani ancora oggi perseguitati per il solo fatto di essere cristiani, cioè di Cristo, nel Medio oriente, in Asia, in Africa e in tante località conosciute e meno».
 

Salvati dalla sua vigile intercessione

di MANUEL NIN

Nel calendario delle Chiese di tradizione bizantina la dormizione della Madre di Dio è l’ultima delle grandi feste. Il ciclo liturgico annuale ha la prima l’8 settembre con la celebrazione della nascita della Madre di Dio, e si conclude con la sua dormizione, il suo transito glorioso in cielo accolta tra le braccia di suo figlio.
 

Riflesso del Cristo resuscitato

di fratel ALOIS

«Quando, infaticabilmente, la Chiesa ascolta, guarisce, riconcilia, essa diviene ciò che è al massimo della sua luminosità: una comunione d’amore, di compassione, di consolazione, il limpido riflesso del Cristo resuscitato.
 

La divinità risplende nella carne

di MANUEL NIN

Nella tradizione bizantina la Trasfigurazione del Signore è una delle grandi feste del calendario liturgico. Le preghiere si snodano in un continuo parallelo tra le teofanie veterotestamentarie e la trasfigurazione di Cristo sul monte Tabor da una parte, e l’apparizione gloriosa di Mosè ed Elia e la presenza meravigliata e atterrita degli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni.
 

San Bonaventura - Memoria obbligatoria

Giovanni Fidanza era nato a Bagnoregio (Viterbo) nel 1218. Bam­bino fu guarito da san Francesco, che avrebbe esclamato: « Oh bona Ventura »: gli rimase per nome, ed egli fu davvero una « buona Ventura » per la Chiesa. Volle farsi francescano, studiò filosofia e teologia a Parigi e vi fu a lungo professore. Eletto superiore generale del suo ordine, l'organizzò e diresse saggiamente, tanto da esserne chiamato: « secondo fondatore e padre »; infatti, Francesco non aveva lasciato alcuna precisa costituzione. Per averlo vicino a Roma, il Papa lo nominò vescovo di Albano e cardinale, incaricandolo di preparare il Concilio Ecumenico di Lione II per l'unione dei cristiani Latini e Greci. La sua teologia, agostiniana di mente e di spirito, e fortemente cristocentrica, lo rendeva capace di capire profondamente la teologia orientale.
 

Nel mistero dell’Immacolata

di JOSEPH ROESCH*

Stanislao di Gesù e Maria Papczyński è vissuto nel XVII secolo, in un tempo difficile nella Repubblica delle due nazioni, nella quale erano unite Polonia e Lituania. L’intera Europa era segnata da guerre, pestilenze, da una fede che si stava spegnendo e dalla mancanza di sacerdoti.
 
Padre spirituale del monastero di San Macario in Egitto, Matta el Meskin con la sua vita di preghiera ha rappresentato, e per molti versi la sua eredità ancora rappresenta, un sicuro punto di riferimento per quanti ricercano in Cristo un senso alla propria esistenza.
 

Liberaci dal vano parlare

In quaresima il mondo ortodosso fa sua la preghiera di sant’Efrem il Siro, sia nelle celebrazioni liturgiche, sia nella regola di preghiera individuale:
 
L’Editrice Giuntina ha raggiunto il traguardo tanto desiderato e sognato: la prima traduzione in italiano del Talmud. Il progetto è siglato in un protocollo di intesa fra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Miur, Cnr e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, fin dal 20 gennaio del 2011, il ‘Trattato Rosh ha-Shanà’ verrà distribuito dal 1 aprile. L’immenso compito è stato coordinato da Riccardo Di Segni, rabbino capo della comunità di Roma e presidente del
 

Il sabato santo nella tradizione bizantina

di Manuel Nin

Una delle ufficiature più popolari, più belle e più profonde della settimana santa nella tradizione bizantina è il mattutino del sabato santo, durante il quale si cantano gli enkòmia: ben 176 strofe composte tra il XII e il XIV secolo su testi di Gregorio Nazianzeno e di Romano il Melode. Il canto si svolge di fronte al tàphos, che rappresenta la tomba di Cristo e dov’è posto l’epitàphios, il velo ricamato su cui viene raffigurato il corpo di Gesù nella tomba.
 

Su un asinello come su un trono eccelso

Nella tradizione bizantina le celebrazioni della settimana santa sono precedute dalla settimana di Lazzaro che ha contemplato la malattia e la morte dell’amico di Gesù fino alla sua risurrezione il sabato. I testi della domenica delle Palme intrecciano in un modo insistente e pedagogicamente ripetitivo il tema della vittoria di Cristo sulla morte di Lazzaro e il suo ingresso trionfale a Gerusalemme per vivervi la propria passione, morte e risurrezione.
 
San Cirillo nacque a Gerusalemme nel 313 o 315 e morì nella stessa città nel 386/387. È stato insigne rappresentante della tradizione mistagogica di Gerusalemme, come i grandi pastori dei secoli IV e V, fu catechista ed educatore alla fede del popolo di Dio. A lui sono attribuite catechesi battesimali e
 

La sfida dell’icona

di GIOVANNI CERRO

«È del tutto assurdo e sconveniente dipingere sulle icone il Signore Sabaoth, ossia il Padre, con una barba bianca, con il Figlio unigenito sulle ginocchia e con una colomba al centro, poiché nessuno ha mai visto il Padre nella sua Divinità». Così stabilisce il Grande concilio di Mosca del 1666-1667, nel tentativo di porre un freno alle immagini di Dio Padre come una figura anziana che dall’alto sorveglia il destino degli uomini.
 

Il suo nome è meraviglia

di MANUEL NIN

Le diverse tradizioni liturgiche cristiane, di oriente e di occidente, nella domenica o nei giorni che precedono immediatamente la celebrazione della nascita del Figlio di Dio, leggono come pericope evangelica la genealogia di Cristo secondo il vangelo di Matteo. Efrem il Siro, nel primo dei suoi 28 inni sul Natale, fa una vera e propria lectio divina di queste pagine evangeliche. Si tratta di un inno assai lungo, novantanove strofe, nelle quali Efrem mette in scena personaggi e fatti veterotestamentari per arrivare all’ultima delle strofe in cui canta l’incarnazione del Verbo di Dio. Il carattere cristologico di tutto l’inno viene scandito anche dal versetto ritornello cantato tra una e l’altra delle strofe: «Gloria a te, Figlio del nostro Creatore».
 

Il Creatore si annienta davanti alla creatura

Il 21 novembre nei calendari delle Chiese cristiane si celebra la festa dell’Ingresso della Madre di Dio nel Tempio. Nella tradizione bizantina, questa celebrazione ha un giorno prefestivo che annuncia la gioia del cielo e della creazione tutta, degli angeli e degli uomini per il mistero che Dio opera nella Madre di Dio e per suo mezzo. La festa quindi si prolunga fino al giorno 25.
 

La misericordia abbatte tutti i muri

Lettera pastorale del patriarca di Gerusalemme dei Latini in vista del Giubileo straordinario.

GERUSALEMME, 9. Un appello a porre fine alla violenza, in nome di quella condivisione delle sofferenze umane che è propria di ogni religione. È questo, in sintesi, il messaggio contenuto nella lettera pastorale «Cristo, volto della Misericordia del Padre» scritta dal patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, in occasione del prossimo Giubileo della Misericordia, che si aprirà l’8 dicembre. Quel giorno saranno aperte quattro porte della Misericordia, nella basilica del Getsemani a Gerusalemme, nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme, nella basilica dell’Annunciazione a Nazareth e nel santuario di Nostra Signora della Montagna, ad Anjara, in Giordania.
 

Come crocifiggere l’ego in 7 punti essenziali

Come si realizza la sottomissione dell’ego a Dio affinché l’anima si liberi e viva in un abbandono totale alla volontà di Dio?
 

Sulla bilancia di Dio

di SEBASTIAN PAUL BROCK

In Dio come coesistono giustizia e misericordia? I rabbini si esprimono così: «La questione è simile a un re che aveva alcuni calici vuoti. Il re disse: “Se vi verso acqua calda, esploderanno; se vi metto acqua fredda, si creperanno. Quindi il re miscelò acqua fredda con acqua calda e la versò nei calici, i quali rimasero intatti. Allo stesso modo — D io disse — se creassi il mondo con l’attributo della misericordia, il peccato si moltiplicherebbe; se lo creassi con l’attributo della giustizia, come potrebbe sopravvivere? Dunque, lo creerò con entrambi, così che possa sopravvivere”». Il concetto rabbinico dei “due attributi” di Dio fu introdotto nella tradizione cristiana siriaca primitiva con i due termini, leggermente modificati, di “diritto” e “grazia”.
 

Il farmaco dell’unità

di WALTER KASPER

Nel Nuovo testamento Gesù annuncia il vangelo di Dio Padre misericordioso soprattutto con parabole ben note: la meravigliosa parabola del “figlio pro digo”, che sarà chiamata più esattamente del “padre misericordioso”. La parabola ci dice sulla misericordia di Dio, che essa oltrepassa ogni diritto. Il figlio prodigo aveva già ricevuto e poi perduto i suoi diritti di figlio. Nondimeno Dio non richiede restituzione, non infligge nessuna punizione; anzi lo aspetta, gli va incontro, lo abbraccia e oltre ogni diritto, gli restituisce i diritti di figlio. Il padre non il figlio, fa la restituzione. La sua misericordia non fa a meno della giustizia; all’altro figlio nulla va tolto, ma l’atteggiamento verso il figlio prodigo supera la giustizia meramente umana e va oltre ogni attesa e ogni umana misura. Una seconda parabola ci dice, che la misericordia sovrabbondante di Dio è la misura della misericordia che è richiesta a noi. Secondo le Beatitudini sono i misericordiosi, che troveranno misericordia (Matteo , 5, 7) e la preghiera del Signore ci dice che la nostra disponibilità al perdono è la misura del perdono di Dio. Pertanto Gesù dice: «Siate misericordiosi, com’è misericordioso il Padre vostro» (Luca, 6, 36).
 

Una veste tessuta di gloria

di MANUEL NIN

L’abbondantissima produzione letteraria messa sotto la paternità di sant’Efrem, il grande Padre della Chiesa siriaca morto nell’anno 373, comprende inni in realtà composti a partire dal V secolo ispirati all’innografia di Efrem. Molti di questi componimenti sono dedicati a Maria e alla sua divina maternità, inni che la cantano, meditando e lodando allo stesso tempo il mistero dell’incarnazione del Verbo di Dio.