Rabat MaroccoL’Accademia Reale del Marocco e il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso hanno organizzato a Rabat, il 3 maggio 2017, una giornata di studio sul tema «Credenti e cittadini in un mondo che cambia». La delegazione dell’Accademia Reale del Marocco era

presieduta dal suo Segretario Perpetuo, Abdeljalil Lahjomri, e quella del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso dal suo presidente, il cardinale Jean-Louis Tauran.

Il primo sotto-tema, «Essere Credenti in un mondo che cambia», è stato trattato a partire da una prospettiva musulmana dal professore Ahmed Abbadi, Segretario generale della Rabita El Mohammedia degli Ulema del Marocco, e a partire da una prospettiva cattolica da professor Vincenzo Buonomo, della Pontifica università Lateranense. Il secondo sotto-tema, «Essere cittadini in un mondo che cambia» è stato presentato da un punto di vista cattolico da monsignor Patrick Valdrini, docente presso la Pontificia università Lateranense, e da un punto di vista musulmano dal professor Mohamet Sghir Janjar, direttore aggiunto della Fondazione del Re Abdul Aziz Al-Saud per gli studi islamici e le scienze umane. Dopo aver ascoltato gli interventi e discusso i loro contenuti, i partecipanti hanno concordato di dichiarare quanto segue:

«Riconoscere la distinzione tra l’ambito temporale e quello spirituale, necessaria al fine di evitare amalgama e strumentalizzazione reciproca.

Il credente che vive e opera nella società come cittadino, è al tempo stesso credente e cittadino, perché non c’è alcuna contraddizione tra le due cose che obblighi a rinunciare all’una per l’altra.

Il credente coerente e credibile è testimone e portatore di valori come la rettitudine, la fedeltà, l’amore per il bene comune, l’attenzione per gli altri, soprattutto per quanti si trovano nel bisogno, la benevolenza e la misericordia. Questi valori, che non sono appannaggio solo dei credenti, sono tuttavia caratterizzati dal sentimento religioso che li ispira.

Le società del nostro tempo hanno più che mai bisogno di cittadini fedeli che si preoccupino del bene comune e che non si lascino tentare dal guadagno facile, dalla cupidigia, dalla corruzione, dalla pigrizia, dalla mediocrità.

Il dialogo tra cristiani e musulmani, che sia quello della vita di tutti i giorni o il dialogo istituzionale tra i responsabili religiosi e intellettuali, o quello che si svolge attraverso opere realizzate in comune, soprattutto a favore dei bisognosi, deve essere proseguito con pazienza e saggezza, perché non è facoltativo, ma è una necessità per la pace, la sicurezza e il benessere delle società.

I partecipanti hanno espresso la loro gratitudine all’Accademia Reale del Marocco per l’accoglienza calorosa, pregando Dio Onnipotente per Sua Maestà il Re Muhammad vi e il popolo marocchino».

©   http://www.osservatoreromano.va/it/news/credenti-e-cittadini-un-mondo-che-cambia   8.5.2017


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