card boetto genovaGià si poteva fregiare di titoli altamente elogiativi, come Defensor civitatis, «cardianale dei lavoratori e della liberazione». Ora al cardinale Boetto, arcivescovo di Genova dal 1938 al 1946, è stato conferito il prestigioso riconoscimento di «Giusto tra le Nazioni”. A dare la notizia è stata

l’arcidiocesi di Genova attraverso il settimanale diocesano «Il Cittadino» che ha pubblicato copia del carteggio tra il Dipartimento dei Giusti tra le Nazioni di Gerusalemme, che ha sede allo Yad Vashem, e la diocesi genovese. «La decisione — si legge nella prima pagina de “Il Cittadino” — onora la sua nobile e coraggiosa persona e nello stesso tempo la nostra Chiesa genovese che, per l’aiuto prestato agli ebrei perseguitati dai nazi-fascisti, annovera in tale elenco anche monsignor Francesco Repetto, monsignor Carlo Salvi e monsignor Emanuele Levrero».

Al porporato è stato conferito il titolo di «Giusto tra le Nazioni» per suggellare il ruolo fondamentale da lui svolto a Genoa, durante la Shoah, nelle delicate e assai rischiose operazioni di assistenza agli ebrei perseguitati. Come ricorda «Il Cittadino», il porporato «non solo aprì le porte dell’arcivescovado agli ebrei genovesi, ma a tutti gli ebrei, come pure agli oppressi e ai perseguitati politici. E aprì anche le porte del seminario per dare ospitalità a quanti ne avevano bisogno». Nato a Vigone il 9 maggio 1871, Boetto era entrato nel noviziato dela Compagnia di Gesù il primo gennaio 1888. Ordinato presbitero il 30 luglio 1901, passò i successivi trent’anni negli organi di governo della Compagnia di Gesù. Dal 1903 fu rettore del collegio gesuita di Genova. Il primo novembre 1916 divenne provinciale della provincia gesuita di Torino. Dal 1919 al 1921 fu visitatore in Spagna. Nel 1921 fu nominato procuratore generale dell’ordine, nel 1928 provinciale di Roma, nel 1930 assistente del padre generale per l’Italia. L’anno successivo fu eletto consultore della Sacra congregazione per i religiosi. Papa Pio xi lo creò cardinale il 16 dicembre 1935 con il titolo di cardinale diacono di Sant’Angelo in Pescheria. Sempre Pio xi lo elesse, il 17 marzo 1938, arcivescovo di Genova, ancor prima del funerale del suo predecessore, il cardinale Carlo Dalmazio Minoretti, e il giorno seguente il suo titolo cardinalizio fu elevato pro illa vice a titolo presbiterale.
Nell’ultima fase della seconda guerra mondiale, il cardinale Boetto contribuì a salvare centinaia di ebrei dallo sterminio nazifascista, attraverso il suo sostengo alla rete clandestina di aiuti Delasem, la cui gestione egli affidò al segretario don Francesco Ripetto. Il 25 aprile 1945, nella sua residenza di san Fruttuoso, trattò con il generale tedesco Günther Meinhold e le truppe patigiane genovesi, rappresentate dall’operaio Remo Scappini, la resa delle truppe tedesche che assediavano Genova: scongiurò così il rischio che la città fosse distrutta e la popolazione sterminata. Come vescovo ausiliare aveva il futuro cardinale Giuseppe Siri. In seguito a una grave crisi cardiaca, morì il 31 gennaio 1946. È sepolto nella cattedrale di san Lorenzo di Genova.

© Osservatore Romano     13.7.2017





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