Al suono dello shofar
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- Creato: 23 Settembre 2014
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di ZION EVRONY * «Parla ai figliuoli d’Israele, dì loro: “Il settimo mese, il primo giorno del mese avrete un riposo solenne, una commemorazione fatta a suon di tromba, una santa convocazione”» (Levitico, 23, 24). Rosh HaShanah è un’importante festività ebraica, della durata di due giorni, celebrata nel mese di Tisheri, il primo mese del calendario ebraico. Quest’anno, il 24 settembre sera segnerà l’inizio dell’anno 5775. Il mese di Tisheri è preceduto dal mese di Elul, durante il quale il bi sogno di pentimento si fa più urgente. Vengono aggiunte al ciclo quotidiano delle preghiere le Selichot per chiedere perdono, preghiere da recitare presto prima di quelle del mattino (Shacharit).
Rosh HaShanah è considerato l’anniversario della creazione di Adamo ed Eva, i primi esseri umani. In altre parole, Rosh HaShanah si distingue da tutti gli altri momenti dell’anno per il fatto che segna l’ar rivo di qualcosa di nuovo. In ebrai co Rosh HaShanah — che letteral mente significa “capo dell’anno” o “primo dell’anno” — è comunemente conosciuto come il capodanno ebraico. Questa terminologia è però ingannevole perché non c’è grande similarità tra la festa ebraica e il ca podanno che inaugura il nuovo an no civile, anche se, entrambi, sono considerati come un giorno per pia nificare una vita migliore. Il capo danno ebraico è quindi un’o ccasione di preghiera e di introspezione, per riparare gli errori commessi. Nel primo giorno di Rosh Ha Shanah ci si reca nel pomeriggio presso una fonte d’acqua. Lì si pro nuncia la preghiera di Tashlich per gettare i propri peccati nelle «profondità del mare». I dieci giorni che iniziano con Rosh HaShanah e terminano con il giorno di Kippur (il giorno dedicato all’espiazione), sono conosciuti co me Yamim Noraim, vale a dire «i giorni del pentimento». Si crede che Dio abbia dei Libri sui quali scrive i nomi di chi vivrà e di chi morirà, di chi avrà una buona vita e di chi una cattiva. Questi Libri sono scritti il giorno di Rosh HaShanah, ma il nostro comportamento prima dello Yom Kippur possono far cambiare il decreto divino. Questo concetto è l’origine del saluto comunemente usato in questo periodo: «Possiate essere iscritti e sigillati per un buon anno». Nel Talmud è scritto che nel gior no di Kippur sono espiati solo i peccati verso Dio. Per espiare i pec cati verso gli uomini bisogna prima cercare la riconciliazione e la ripara zione degli errori commessi, quando possibile. È per questo che un pe riodo dell’anno è dedicato alla ricer ca della riconciliazione con gli uo mini. Il nome Rosh HaShanah non è usato nel Vecchio Testamento per menzionare questa festività. Nella Torah vi si fa riferimento definendo lo «il giorno del suono dello shofar » (Yom Terua, Levitico , 23, 24). La let teratura rabbinica e la liturgia de scrivono Rosh HaShanah come il “giorno del giudizio” (Yom haDin) e il “giorno del ricordo” (Yom ha Zikkaron). Uno dei riti più importanti di questa ricorrenza è ascoltare il suo no dello shofar (un piccolo corno di montone usato come strumento mu sicale). In entrambi i giorni in cui si celebra Rosh HaShanah, sono suo nate cento note. Ci sono quattro tipi di note che possono essere suonate dallo shofar ovvero tekiah , nota so stenuta per tre secondi, shevarim , tre note da un secondo con tono cre scente, teruah , una serie di suoni in staccato che si estendono in un tem po di circa tre secondi e, infine, la grande tekiah , un suono tenuto a lungo fino a quando il suonatore ha fiato. Lo shofar non è suonato se la celebrazione cade di sabato. In tutte le festività ebraiche il ci bo e la famiglia giocano un ruolo molto importante. Per poter iniziare il nuovo anno nel migliore dei modi, si mangia del cibo che ha un si gnificato simbolico, come le mele con il miele per augurare un “dolce anno nuovo”. Altri cibi sono serviti secondo i minhag (costumi) locali: come a esempio la testa del pesce a simboleggiare la preghiera «fa che noi possiamo essere la testa e non la coda». Molte comunità si riunisco no per il seder (cena) di Rosh Ha Shanah durante il quale vengono pronunciate diverse benedizioni sui vari cibi. Le benedizioni iniziano con la frase «Yehi ratzon» che signi fica «possa questa essere la tua vo lontà». Il pasto può quindi include re mele, datteri, melograni, fagioli neri, zucca ripiena di dolci e un pe sce intero con la testa. Questi cibi sono tutti menzionati nel Talmud. I melograni sono utilizzati in molte tradizioni per augurare di essere fe condi come il frutto con tutti i suoi semi. L’uso di cibi dolci simboleggia la speranza per un dolce anno e fa parte della tradizione medievale askenazita anche se, a oggi, è accet tata universalmente. Il tipico pane rotondo challah è servito per simbo leggiare il ciclo annuale. Durante la seconda sera nuovi frutti sono serviti proprio per cele brare la ricorrenza di un evento che fu a sua volta nuovo, come appunto la creazione del primo uomo e della prima donna, e per pronunciare la benedizione chiamata Shehecheyanu , che viene recitata ogni volta che si intraprende qualche cosa di nuovo. Nell’imminenza del Rosh Ha Shanah gli ebrei romani prendono tre tipi diversi di semi (grano, mais e lenticchie) e li seminano in un piatto che è esposto alla luce e an naffiato regolarmente. Una volta cresciute, le piantine sono poste vici no o sopra il tavolo imbandito per la festa. Quando la crescita termina, le piante vengono gettate via. Que sto rito non è accompagnato da nes suna preghiera particolare e in gene rale sta ad augurare una buona for tuna per il nuovo anno. La vita degli antichi ebrei era le gata alla terra. Proveniamo da fami glie di pastori e agricoltori e molte delle nostre tradizioni religiose lo ricordano.
*Ambasciatore di Israele presso la Santa Sede
© Osservatore Romano - 24 settembre 2014