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«La pace costituisce una priorità chiara e inderogabile», sia «per Papa Francesco» sia «per me personalmente» in un momento storico come quello attuale in cui si assiste a «un aumento di tensioni e conflitti in varie parti del mondo»: è quanto riafferma il cardinale Pietro Parolin, nell’intervista pubblicata dal

«Corriere della Sera» del 9 agosto, in vista del viaggio che il segretario di Stato compirà in Russia dal 20 al 24 di questo mese.

 

Rispondendo alle domande rivoltegli dal vaticanista Gian Guido Vecchi, il porporato rivela che «la visita era allo studio già da qualche tempo» e che «salvo imprevisti sono in programma incontri con il presidente della Federazione russa e con il patriarca di Mosca».

Soffermandosi sulle motivazioni del viaggio, il cardinale Parolin spiega come la Santa Sede nutra «uno speciale interesse per la vasta zona orientale dell’Europa, che, oltre a vantare ricche tradizioni culturali e religiose, ha un ruolo da svolgere alla ricerca di una maggiore stabilità del continente e di una maggiore unità. Dopo il periodo della contrapposizione ideologica e nei nuovi scenari aperti dalla fine della guerra fredda, è importante incoraggiare il rispetto, il dialogo e la collaborazione reciproci, in vista della promozione della pace». E in tale prospettiva, prosegue il segretario di Stato, dopo le visite compiute in altri Paesi della regione che lo hanno portato dalla Bielorussia, al Caucaso, dai Paesi Baltici fino all’Ucraina, la tappa in Russia rappresenta un’opportunità di «completare il quadro», manifestando «la vicinanza spirituale del Papa alla comunità cattolica locale», e di «incontrare le più alte autorità russe per colloqui su tematiche bilaterali e internazionali, senza dimenticare i contatti a livello ecumenico». 


© Osservatore Romano    9.8.2017




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