Rinnovarsi continuamente

Basil of CaesareaNell’Europa dell’est «mancano educatori e professori ben preparati»: a questa carenza sono chiamati a supplire i monaci dell’ordine basiliano di san Giosafat che, sin dalle origini, hanno ricevuto dai loro fondatori l’impegno di un’attenzione costante alle realtà sociali. I basiliani nel corso degli anni hanno saputo svolgere «un intenso lavoro pastorale tra gli immigrati ucraini, specialmente in Canada e in Brasile» e hanno «inciso notevolmente sulla crescita della coscienza religiosa del popolo» e sul «risveglio della vita spirituale». E a loro oggi è ri- chiesto un rilancio dell’«attività pastorale, sociale e missionaria».
Lo ha raccomandato il cardinale Leonardi Sandri che, giovedì 14 luglio, presso il Pontificio collegio Ucraino al Gianicolo, ha incontrato i delegati della sinassi — ovvero il capitolo — generale ordinaria, riuniti in questi giorni a Roma, in vista del quarto cente- nario di fondazione dell’ordine che si celebrerà il prossimo anno. Quali suggerimenti sono emersi? Tornare alle fonti per rinno- varsi, guardare indietro per andare avanti. Parlando ai monaci, il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali ha infatti posto la figura di san Basilio magno come primo riferimento per affrontare i «problemi urgenti» che si presentano oggi all’ordine. «Richiamandomi — ha detto loro il porporato — al vostro fondatore, il metropolita Giuseppe Veliamin Rutskyi, vi invito a ritornare “alle fonti”, cioè a san Basilio, che egli stimava e venerava». Del grande padre cappadoce, ha aggiunto, «lo affascinava l’apertura alle realtà sociali, la responsabilità apostolica verso gli altri, il servizio cioè del bene della Chiesa e del prossimo». Per restituire al monachesimo il fervore dei tempi di Basilio, ha ricordato il cardina- le Sandri, Rutskyi individuò due aspetti fondamentali: «lo studio» finalizzato alla «santità» dei monaci. Monaci preparati, monaci santi. È questo il contributo che an- cora oggi è richiesto all’ordine basiliano per garantire un servizio adeguato in una socie- tà in continua evoluzione. E tra le necessità emergenti, c’è proprio quella della formazione di «operatori esperti e fedeli» al «servizio della Chiesa». I basiliani, ha concluso il porporato, hanno sempre reso «non pochi servizi alle nazioni in cui vivevano»: per continuare a farlo, a loro è richiesto di «rinnovarsi continuamente».

© Osservatore Romano - 16 luglio 2016