Nigeria. La Chiesa di San Filippo attaccata domenica scorsa REUTERSAl termine dell’udienza generale Papa Francesco ha lanciato un appello riferendosi all’attacco contro una chiesa in Nigeria, domenica scorsa, e a nuove violenze in Centrafrica. Queste le sue parole:

“Sono rimasto profondamente addolorato dalla strage avvenuta domenica scorsa in Nigeria, all’interno di una chiesa, dove sono state uccise persone innocenti. E purtroppo stamattina è giunta notizia di violenze omicide nella Repubblica Centrafricana, contro le comunità cristiane. Auspico che cessi ogni forma di odio e di violenza e non si ripetano più crimini così vergognosi, perpetrati in nei luoghi di culto, dove i fedeli si radunano per pregare. Pensiamo ai nostri fratelli e sorelle della Nigeria e della Repubblica Centrafricana. Preghiamo per loro, tutti insieme”.

Continuano, dunque,  nel mondo gli attacchi e le violenze nei confronti di fedeli che si riuniscono nei luoghi di culto per pregare. Come quanto accaduto domenica scorsa nel Sud della Nigeria, dove uomini armati hanno fatto irruzione nella Chiesa di san Filippo a Ozubulu, nella diocesi di Nnewi, sparando sui fedeli riuniti per la celebrazione della Messa. Una tragedia costata la vita a 13 persone, mentre altre 26 sono rimaste ferite. E tanti altri sono gli episodi che la cronaca ci racconta di violenza, attacchi, anche terroristici, contro chiese, moschee e altri luoghi di culto. Sul perché si verifichino azioni di questo tipo, Alessandro Monteduro, direttore di “Aiuto alla Chiesa che soffre”, fa una riflessione di quadro: “Il ventunesimo secolo ci sta drammaticamente donando una nuova forma di fondamentalismo, di natura religiosa, che punta ad imporre un solo credo, il credo cioè del gruppo maggioritario, del gruppo estremista. Per questo si colpisce nei luoghi di preghiera, non solo cristiani”.

Non sempre le motivazioni di questi terribili attacchi contro i fedeli e i luoghi di culto sono di natura terroristica e questo per Monteduro è un ulteriore elemento di rammarico e ricorda le parole di mons. Okeke,  il vescovo nigeriano della diocesi di teatro delle violenze di domenica scorsa, secondo cui in Nigeria “non c’è stato un attacco contro la chiesa ma un attacco all’interno della chiesa”.

Per evitare che fatti del genere accadano, secondo il direttore di Acs è importante ”auspicare e appellarsi alle autorità perché si elevino il più possibile i controlli per garantire la sicurezza delle persone e sostenere le comunità religiose”. (A cura di Elvira Ragosta)


RV  9.8.2017




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