Gli Stati Uniti prendono tempo
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- Creato: 13 Aprile 2018
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La Casa Bianca e il Pentagono sembrano prendere tempo sull’ipotesi di un intervento militare in Siria. «Nessuna decisione definitiva è stata ancora presa» ha infatti affermato ieri la portavoce presidenziale Sarah Sanders al termine della riunione del consiglio nazionale per la sicurezza, sottolineando come si continuino a esaminare le informazioni provenienti dal campo.
«Crediamo che ci sia stato un attacco chimico, ma stiamo ancora cercando le prove concrete», ha a sua volta spiegato al Congresso l’ex generale James Mattis, segretario alla difesa. Anche se fonti di stampa riferiscono che gli Stati Uniti sarebbero già in possesso di campioni di sangue e di urine che confermerebbero l’uso di cloro e gas nervino nell’attacco del 7 aprile a Duma. Ieri, il presidente francese, Emanuel Macron, ha dichiarato di avere le prove dell’utilizzo delle armi chimiche da parte del regime. Ma il vero timore — confessato dallo stesso Mattis — è di innescare, con un attacco contro Al Assad, un’escalation che possa finire «fuori controllo».
E mentre Francia e Gran Bretagna hanno dichiarato la loro disponibilità a intervenire al fianco dell’alleato statunitense, Berlino e Roma, pur condannando apertamente l’uso di armi chimiche, hanno sottolineato, anche se con motivazioni diverse, che non parteciperanno a un’eventuale azione militare. Anche il presidente Trump, però, dopo l’accelerazione dei giorni scorsi è sembrato fare una parziale retromarcia sull’ipotesi di una rappresaglia immediata contro il regime di Damasco: «Non ho mai detto quando un attacco alla Siria avrebbe avuto luogo. Potrebbe essere molto presto o non così presto!» ha scritto su Twitter. Gli osservatori ritengono che prima di agire si voglia comunque aspettare l’arrivo degli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche che dovranno appurare quanto accaduto a Duma. Sono già in viaggio, ha confermato dal Palazzo di vetro delle Nazioni Unite, ma il loro lavoro non dovrebbe cominciare prima di sabato.
Intanto proseguono fitte le consultazioni tra Washington, Londra e Parigi, con un giro di telefonate tra Trump, Macron e la premier britannica Theresa May.
© Osservatore Romano 13.4.2018
· Sembra allontanarsi l’ipotesi di un intervento militare immediato in Siria come risposta all’uso di armi chimiche ·