Petrocchi: “I migranti? Gli slogan escludenti non servono”

Il neo cardinale Giuseppe Petrocchi arcivescovo dellAquilaIl neo cardinale dell’Aquila, alla vigilia del Concistoro: «Con i “no” non si costruisce la storia». Sui terremotati: bisogna aiutarli a «ricostruire l'anima».
Gli slogan «escludenti», le opposizioni e i continui «no» non costruiscono la storia. Soprattutto non servono ad affrontare un «fenomeno globale» come quello delle migrazioni che richiede invece «risposte globali, accordate, non monotone ma sinfoniche» in modo da attivare un aiuto «là», nei Paesi di provenienza della gente che emigra, e «qua», sul fronte dell’accoglienza e dell’integrazione. L’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi, cardinale nel Concistoro di giovedì 28 giugno, conosce bene le tragedie umane essendo da cinque anni alla guida della diocesi abruzzese che ancora risente delle devastazioni del terremoto del 2009: più di 300 vittime, circa 1600 feriti e 10 miliardi di euro di danni stimati, oltre ad una ricostruzione che sembra ancora un miraggio. Il neo porporato marchigiano sa quindi che nei casi di profonda «povertà», quella dei terremotati come pure quella dei migranti, ciò che veramente è utile non sono le risposte precostituite ma l’entrare in contatto con la sofferenza delle persone per capirne i problemi e le esigenze e da lì individuare soluzioni.

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