ONU L’Onu condanna il crimine odioso della tratta - L'Osservatore Romano

bimba«La tratta di esseri umani è un crimine odioso alimentato da conflitti, disuguaglianze e instabilità», così si esprime il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres nel messaggio diffuso in
occasione della giornata mondiale indetta per contrastare il traffico di persone. «I trafficanti di esseri umani sfruttano le speranze e la disperazione e approfittano dei più deboli, privandoli dei loro diritti fondamentali», prosegue Guterres, segnalando che «giovani, migranti e rifugiati sono in particolare suscettibili di abusi», mentre «donne e ragazze rappresentano un bersaglio costante». Sfruttamento sessuale, prostituzione involontaria, matrimoni forzati, traffico di organi umani, tutti questi crimini non devono più «rimanere impuniti», ha detto il segretario generale dell’Onu.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Unicef, il 28 per cento delle vittime di tratta identificate a livello mondiale è composto da bambini. Una percentuale che sale rispettivamente al 64 e al 62 per cento in regioni come l’Africa subsahariana e l’America centrale e i Caraibi. Ma l’organizzazione Onu ritiene che il numero di bambini vittime di tratta sia maggiore rispetto a quanto suggeriscono i dati attuali.
Dall’Italia, il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha ribadito «la condanna e la battaglia contro ogni forma di schiavitù, vecchia e nuova», ponendo l’accento sul fatto che «terreno agevole per queste nuove forme di schiavitù è il fenomeno migratorio. Ogni giorno migliaia di persone pongono a rischio la propria vita e quella dei propri cari per mare e per terra, in condizioni disperate; una tragedia figlia delle guerre, della povertà, dell’instabilità dello sviluppo precario, alimentata e sfruttata da ignobili trafficanti di esseri umani, che li avviano a un futuro di sopraffazioni: sfruttamento lavorativo, adozioni illegali, prelievo di organi, reclutamento da parte della criminalità organizzata, sfruttamento sessuale». Si tratta, prosegue il capo dello stato, «di degenerazioni della nostra società, piaghe da eradicare con fermezza che interrogano le nostre coscienze e ci chiamano a una reazione morale, a una risposta adeguata con un maggiore impegno culturale e civile».
Le parole di Mattarella si inquadrano in un contesto segnato da una forte tensione, come dimostrano numerosi casi di violenza ai danni di stranieri verificatisi in questi giorni nel territorio italiano.
L'Osservatore Romano, 30-31 luglio 2018.
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