Asia Bibi non potrà lasciare il Pakistan

belle facce dell islam fill 361x203ISLAMABAD, 3. Il partito musulmano sunnita Tehreek e Labbaik Pakistan ha annunciato ieri la fine della protesta nazionale che ha bloccato il Pakistan per quasi tre giorni dopo l’assoluzione piena di Asia Bibi, la donna cattolica condannata a morte per blasfemia.
La decisione è frutto dell’accordo raggiunto con il governo, che ha accettato di rinviare il rilascio della donna, che dunque al momento non può lasciare il Pakistan. In base all'accordo, Asia Bibi non potrà espatriare fino a quando la corte suprema non avrà effettuato un riesame definitivo della sua sentenza. Come è noto, Asia Bibi è stata picchiata e stuprata prima di finire in carcere. La donna ha sempre negato le accuse. Nel 2010 un giudice ha emesso la sentenza di condanna a morte. La famiglia ha immediatamente presentato ricorso alla corte suprema di Lahore. Il 16 ottobre 2014, dopo quasi quattro anni dalla presentazione del ricorso, si è pronunciata la corte suprema confermando la condanna. Il 22 luglio 2015 è stata sospesa la pena capitale dopo le denunce, da parte dei legali della donna, di gravi irregolarità. Dopo l’assoluzione resa nota il 31 ottobre, in seguito ai disordini la corte suprema ha quindi deciso di riesaminare l’intero procedimento.

© Osservatore Romano 4 novembre 2018
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