Marocco (7) Mohammed VI, re marocco dal 1999, diciottesimo sovrano della dinastia di sceicchi alawide (a cura Redazione "Il sismografo")

stemma maroccoSaâdeddine El Othmani: Primo Ministro del Marocco dall'aprile 2017 eletto nelle file del Partito della Giustizia e dello Sviluppo
Nota. Informazioni prelevate dalle schede Wikipedia, dalle fonti citate e da alcuni siti governativi. 
Mohammed VI (Rabat, 21 agosto 1963) è l'attuale re del Marocco. È il diciottesimo sovrano della dinastia di sceicchi alawide ed è salito al trono il 30 luglio 1999, succedendo a suo padre, il Re Hassan II. Ha un fratello minore, il principe sceicco Mulay Rachid e 3 sorelle: Lalla Meryem, Lalla Asma e Lalla Hasna. È reputato un "modernizzatore" per le numerose politiche atte a emancipare la nazione dall'ipoteca religiosa, soprattutto in campo di diritto familiare.
La dinastia alawide (in arabo Sulālat al-ʿAlawiyyīn al-Fīlālīyn) è una dinastia che regna in Marocco dalla morte dell'ultimo sovrano sa'adiano nel 1659. Originari di Tafilalet, i suoi membri reclamano un'ascendenza che risale fino a Maometto. La transizione fra Sa'diani e Alawidi sembra aver preso le mosse da Sharif ibn Ali, che divenne Sultano di Tafilalet nel 1631. Suo figlio, Mulay al-Rashid, fu posto alla testa del Sultanato del Marocco ed espresse il suo potere dal 1666 al 1672, segnando in tal modo l'avvio della dinastia alawide sceriffana del Marocco, che è ancor oggi alla testa del Regno. Gli Alawidi sono chiamati anche Yalawi, Lalawi o ancora Alawi.

Muhammad VI è nato a Rabat il 21 agosto 1963, primogenito del re Hasan II e della sua seconda moglie Lalla Latifa Hammou, di origini amazigh. A quattro anni di età, ha incominciato a frequentare per volontà di suo padre la scuola coranica del Palazzo reale. Muhammad VI è laureato in giurisprudenza all'Università Mohammed V di Rabat, nel 1985. Ha poi conseguito il dottorato all'Università di Nizza-Sophia Antipolis con una dissertazione dal titolo "Cooperazione tra la Comunità Europea e il Marocco". Già a partire dagli anni settanta, aveva cominciato a sostituire suo padre nei viaggi ufficiali all'estero in qualità di principe ereditario, partecipando a diverse riunioni e conferenze nazionali e internazionali. Muhammad VI è salito al trono il 23 luglio 1999, poco dopo la morte del padre Hasan. Il 22 giugno 2000 ha ricevuto il dottorato honoris causa dalla George Washington University.
Le riforme
Nel suo regno Muhammad VI è rimasto fedele a una linea politica più moderata rispetto a quella di suo padre. Immediatamente dopo la sua incoronazione ha tenuto un discorso televisivo in cui ha promesso di adoperarsi per combattere i problemi che affliggono il suo paese, come la povertà e la corruzione. Del pari ha garantito di voler migliorare la situazione economica e quella dei diritti umani. Successivamente ha quindi decretato la fine del regime poliziesco ereditato dal padre. Politicamente ha aperto al dialogo con l'opposizione liberando numerosi prigionieri politici e richiamando dall'esilio diversi dissidenti politici.
Il 30 luglio 2001 Muhammad VI, nel discorso alla nazione, sottolineava il carattere plurale dell'identità nazionale marocchina e annunciò la creazione dell'Istituto Reale per la Cultura Amazigh, incaricato della salvaguardia e della promozione della lingua e della cultura amazigh.
La modernità di Muhammad VI gli ha provocato contrasti con le forze conservatrici del paese, ma ciò non gli ha impedito nel 2004 di introdurre una riforma liberale del diritto di famiglia, la Mudawwana, che garantisce maggiori diritti alle donne.

Il Sahara Occidentale
Rimane tuttora irrisolta la questione del Sahara Occidentale, il cui territorio è amministrato dal Marocco e rivendicato dal Fronte Polisario. Attualmente è presente nel territorio la missione MINURSO, che mantiene un cessate il fuoco tra il Fronte Polisario e il Marocco raggiunto nel 1991 e per indire un referendum sull'autodeterminazione del popolo Sahrawi. Muhammad VI ha decretato la creazione del CORCAS, un consiglio composto da 140 membri, che è responsabile per la negoziazione con il Fronte Polisario e lo sviluppo economico e sociale del Sahara Occidentale. In risposta agli appelli del Consiglio di Sicurezza ONU alle parti per porre fine alla situazione di stallo politico, il Marocco ha presentato, l’11 Aprile 2007, al Segretario Generale, l’iniziativa marocchina di negoziazione di uno status d’autonomia per la regione del Sahara, e considerata dagli osservatori internazionali il miglior compromesso accettabile per la soluzione di questo conflitto. L'ONU ha suggerito alle parti di entrare in negoziati diretti e incondizionati sul tema.
Le proteste in Marocco del 2011-2012 hanno espresso l'insofferenza crescente nei confronti del potere monarchico e il desiderio di riforme costituzionali che aumentassero il potere delle istituzioni elette (Parlamento e governo) rispetto a quello del re. Il re Muhammad VI, riuscendo sapientemente a intercettare il malcontento sociale, ha promosso il referendum costituzionale del giugno 2011, a seguito del quale è tenuto a indicare come primo ministro il leader del partito di maggioranza relativa.
Dall'ottobre 2000 il Marocco interrompe le relazioni diplomatiche con Israele per ribadire il suo fermo sostegno alla Palestina. Nel marzo 2003 il Marocco si è espresso contro l'intervento anglo-americano in Iraq, segnando in questo modo un momentaneo raffreddamento nelle relazioni con i suoi tradizionali alleati occidentali. Successivamente Muhammad VI si è schierato apertamente contro il fondamentalismo islamico, specialmente dopo gli attentati di Casablanca del 16 maggio 2003. Proprio l'attuazione di attente politiche di contrasto al terrorismo da parte del governo, ha reso il Marocco il più sicuro tra i paesi del Nordafrica.
Buoni sono i rapporti con gli Stati Uniti e la Francia, mentre quelli con la Spagna sono spesso tesi, a causa degli ultimi possedimenti spagnoli in territorio marocchino lungo la costa mediterranea e di tematiche legate all'immigrazione e alla pesca; i due stati hanno inoltre sfiorato lo scontro armato nel luglio 2002 per il possesso dell'isolotto di Perejil. Parallelamente, sono buoni anche i rapporti con la Russia[7] e la Cina.[8]
Il sovrano si è speso nella rinnovata edificazione di buoni rapporti con gli altri Stati africani, arrivando a riammettere il Marocco all'interno dell'Unione africana il 30 gennaio 2017, organizzazione (che precedentemente aveva il nome di Organizzazione dell'unità africana) da cui il suo paese si era ritirato il 12 novembre 1984 a seguito del riconoscimento dell'indipendenza della Repubblica democratica araba Sahrawi e della sua entrata nell'organizzazione.
Saâdeddine El Othmani - Primo Ministro del Marocco  
Saâdeddine El Othmani è membro del Partito della Giustizia e dello Sviluppo, in carica dal 5 aprile 2017. E' nato ad Inezgane il 16 gennaio 1956. E' stato ministro degli Affari esteri dal 3 gennaio 2012 al 10 ottobre 2013 nel governo guidato dal suo partito. Successivamente ha diretto il gruppo parlamentare del PJD. Il 17 marzo 2017 il Re Muhammad VI del Marocco ha revocato l’incarico di Primo ministro al Premier uscente, Abdullah Benkirane, per affidarlo a Saâdeddine El Othmani, che ha ottenuto la fiducia del parlamento il 5 aprile.

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