E la Chiesa greco-cattolica fronteggiò la normalizzazione

victortudor-romania-.jpgLa legalizzazione e riorganizzazione della Chiesa greco-cattolica è praticamente uno dei pochi risultati duraturi del breve disgelo politico dell'anno 1968.
Nel periodo della cosiddetta "normalizzazione", cioè del ristabilimento del regime comunista negli anni settanta, la Chiesa greco-cattolica sopravvive sotto la stretta sorveglianza e il controllo degli organi statali e la persecuzione diretta lascia il posto a forme di sorveglianza con alcuni limiti al lavoro pastorale. Il processo di divisione dei beni ecclesiastici con la Chiesa ortodossa, cominciato nel 1968, rimane bloccato e irrisolto, dato il palese favoreggiamento dell'apparato statale per la Chiesa ortodossa. Nel 1976 muore il vescovo Hopko e la Chiesa greco-cattolica rimane senza vescovo. La nomina del nuovo episcopo greco-cattolico da parte del Romano Pontefice viene impedita per altri 20 anni. Soltanto la svolta storica avvenuta alla fine del 1989, porta il regime comunista a un crollo inarrestabile con un cambiamento anche nella vita della Chiesa greco-cattolica. Uno dei primi atti della Sede Apostolica nei confronti della Chiesa in Slovacchia è infatti la nomina di un vescovo per la sede vacante di Presov. Il 17 febbraio 1990 è consacrato vescovo Ján Hirka, già Amministratore Apostolico dell'eparchia di Presov, e viene restituita la residenza episcopale alla Chiesa greco-cattolica, occupata nel 1950 da un vescovo ortodosso. Il governo della Repubblica Slovacca dichiara l'illegalità del processo avvenuto nel 1950 a scapito della Chiesa greco-cattolica e insieme la nullità di qualsiasi provvedimento scaturito da azioni illegali del precedente governo.
Il 29 febbraio 1992 viene consacrato un nuovo vescovo ausiliare, monsignor Milan Chautur, già viceprovinciale del ramo orientale della Congregazione dei Redentoristi in Slovacchia. Dopo la divisione della Repubblica Ceco-Slovacca in due Stati indipendenti (Repubblica Slovacca e Repubblica Ceca) si erige per i fedeli greco-cattolici della Repubblica Ceca l'Esarcato apostolico di Praga, in un primo tempo presieduto dall'esarca apostolico monsignor Ivan Ljavinec (consacrato il 25 marzo 1996) e dal maggio 2003 da monsignor Ladislav Hucko. In Slovacchia il 21 febbraio 1997 è invece creato un altro Esarcato apostolico - riunendo parrocchie dell'eparchia di Presov che si trovano nella regione civile di Kosice. Gli è preposto il primo esarca apostolico, monsignor Milan Chautur CSsR. L'eparchia di Presov dal 6 gennaio 2003 è invece guidata da monsignor Ján Babjak.
La divisione dell'eparchia di Presov da parte di Giovanni Paolo II e la nascita dell'Esarcato apostolico di Kosice viene generalmente interpretata come riconoscimento della crescita ecclesiale della comunità greco-cattolica in Slovacchia. Infatti, in questo contesto è stato annunciato da parte della Conferenza episcopale slovacca un unanime consenso con la prospettata e richiesta elevazione della Chiesa greco-cattolica slovacca al rango di Chiesa metropolitana sui iuris. Un adempimento di questo desiderio della Chiesa greco-cattolica slovacca sarebbe in realtà la realizzazione del progetto avanzato da Pio XI ancora nel lontano 1937, cioè oltre 70 anni fa. All'epoca il progetto venne rimandato a causa degli eventi bellici, del cambiamento dei confini, della presa di potere da parte dei regimi politici ostili alla Chiesa.
Dopo decenni di attività proibita o limitata, attualmente la Chiesa greco-cattolica in Slovacchia può finalmente svilupparsi liberamente e svolgere il lavoro pastorale che le compete e la fedeltà eroica alla Chiesa cattolica e alla Sede Apostolica dimostrata da decine di sacerdoti e migliaia di fedeli greco-cattolici continua a portare frutti spirituali. Fra questi si annovera anche la beatificazione di martiri di questa Chiesa. Giovanni Paolo II ha beatificato il 4 novembre 2001 il vescovo Peter Pavel Gojdic e il redentorista Metod Trcka; il 14 settembre 2003 ha beatificato il vescovo Vasil' Hopko.
Fra gli eventi più significativi della recente attività della Chiesa greco-cattolica slovacca figura la ricerca della propria identità nel campo della liturgia e della vita spirituale, e la nuova traduzione in slovacco della liturgia di san Giovanni Crisostomo e di san Basilio testimonia di questo processo. La ricerca della propria identità si verifica anche nel rinnovato interesse per la pittura iconografica e nelle appropriate forme architettoniche delle numerose chiese costruite negli ultimi anni. Questo processo è ancora lungo e non privo di difficoltà, ma è segno della vitalità di questa Chiesa, che nel XX secolo ha reso testimonianza della sua fede attraverso sofferenze e difficoltà di vario genere.


(©L'Osservatore Romano - 11 aprile 2008)