Passo avanti in difesa delle donne
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- Creato: 01 Agosto 2014
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ISTANBUL, 1. Un passo avanti nell’impegno per i diritti delle donne. Entra oggi in vigore, infatti, la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro le violenze e gli abusi domestici. Finora tredici membri del Consiglio d’Europa hanno ratificato il testo presentato nella capitale turca tre anni fa e ventitré Stati l’hanno firmato, ma non lo hanno ancora adottato nei rispettivi sistemi giuridici. Il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, in un messaggio agli Stati membri che non hanno ancora firmato il trattato, afferma che tutti i Paesi coinvolti «devono ora agire per migliorare la vita di numerose donne e ragazze vittime di violenza per il solo fatto di essere donne». Firmata a Istanbul nel 2011, la Convenzione è composta da ottantuno articoli, suddivisi in dodici capitoli. Si tratta, rilevano gli esperti, del primo strumento vincolante a livello internazionale, che ha come obiettivo la creazione di un quadro giuridico integrato per la prevenzione e protezione delle donne contro qualsiasi forma di violenza. La Convenzione può essere riassunta in quattro punti: prevenzione; protezione e sostegno delle vittime; perseguimento dei colpevoli; politiche integrate. Sono le linee guida per la promozione di interventi pubblici che ogni singolo Stato dovrebbe adottare e mettere in atto per prevenire e affrontare il problema nel suo insieme, da una parte mettendo in rete istituzioni, servizi e associazioni, dall’altra facendosi carico dei soggetti direttamente coinvolti nei fatti. L’articolo 3 della Convenzione afferma che con «violenza nei confronti delle donne si intende designare una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne». E sulla base di questi assunti s’intende, tra l’altro, procedere alla creazione, come ha indicato lo stesso segretario generale del Consiglio d’Europa, di un gruppo di esperti indipendente con il compito di «fornire resoconti sul rispetto delle norme da parte degli Stati». Si stima che ogni giorno in Europa muoiano dodici donne a causa di violenze domestiche. Nell’Unione europea il 45 per cento delle donne ha subito molestie sessuali e il 18 per cento è vittima di stalking. Secondo la Banca mondiale, le donne tra i 15 e i 44 anni corrono più rischi di essere stuprate o di diventare vittime di violenza domestica che di ammalarsi di cancro, di rimanere vittime di una guerra o di un incidente stradale. Con l’entrata in vigore della Convenzione dovrebbero aumentare le indagini, i processi e le condanne degli autori delle violenze.
© Osservatore Romano - 2 agosto 2014