Parole nuove per la missione

mons-pezzi-russiaMOSCA, 11. Condividere le responsabilità della missione e adeguare le forme della testimonianza cristiana alla sensibilità dei lontani e dei più giovani. Sono i binari cui è chiamata a camminare la Chiesa cattolica in Russia. Lo ha detto l’arcivescovo della Madre di Dio a Mosca, Paolo Pezzi, intervenendo nei giorni scorsi al Congresso cattolico panrusso «Ad Gentes: l’attualità del compito missionario della Chiesa».
Per il presule, è tempo «di cambiare le parole e le forme della nostra testimonianza, per renderli comprensibili per le nuove generazioni». In questo senso, «abbiamo bisogno di vivere completamente nelle situazioni che preoccupano la gente del nostro tempo, e immergersi in mezzo alle sfide di oggi come lievito di testimonianza capace di cambiare tutta la società». Il congresso — il secondo di quattro congressi programmati dall’episcopato cattolico della Federazione Russa in occasione del cinquantesimo anniversario del Vaticano II — si è proposto di tornare sul tema della «natura missionaria della Chiesa» per maturare una «nuova comprensione del servizio missionario» anche in relazione al contesto russo e per «ravvivare la coscienza missionaria dei nostri fedeli e delle comunità, affinché alla missione sia dedicata maggiore attenzione nel nostro lavoro pastorale, nella preghiera e nella vita quotidiana». In questa prospettiva monsignor Pezzi ha rilevato come la richiesta di condividere le responsabilità missionarie sia giunta «non dalla bocca di vescovi, sacerdoti e religiosi, ma innanzitutto dai laici». Il congresso è stato preceduto dall’assemblea plenaria dell’episcopato, in cui «particolare attenzione è stata dedicata alle relazioni tra Chiesa e Stato, nello specifico alla questione della restituzione dei beni della Chiesa per scopi religiosi».

© Osservatore Romano 12 novembre 2014