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Responsabilità ineludibili

pietro parolin segretario di stato vaticanoSi è conclusa domenica 16 novembre la visita a Praga del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, giunto nella Repubblica Ceca su invito dell’arcivescovo di Praga, il cardinale Dominik Duka, in occasione del venticinquesimo anniversario della canonizzazione di sant’Agnese di Boemia.
E l’ultimo atto pubblico del porporato si è svolto proprio nella chiesa parrocchiale intitolata alla santa che Giovanni Paolo II elevò alla gloria degli altari il 12 novembre 1989. «Agnese — ha detto il segretario di Stato durante la messa celebrata nella mattina di domenica — è una santa molto amata e venerata dalla popolazione ceca la quale, tra l’altro, considera la sua canonizzazione come il preludio della liberazione del Paese dal regime totalitario»: un «ritorno del sistema democratico e del rispetto della persona umana» che si concretizzò a partire, sempre venticinque anni fa, dalla cosiddetta Rivoluzione di velluto. La vita di sant’Agnese, contrassegnata da «un’ardente carità verso il prossimo, specialmente verso i poveri e i malati» è stata per il cardinale Parolin spunto per approfondire la liturgia domenicale della Parola, dedicata alla «necessità di essere vigilanti e operosi» e, attraverso la parabola dei talenti, alla responsabile gestione del «capitale di beni che il Signore ha messo nelle nostre mani». Tutti noi, ha ricordato il porporato, abbiamo «particolari responsabilità» a cui «non possiamo sottrarci». Tutti, laici o consacrati, dobbiamo «mettere a frutto le doti e le virtù che il Signore ci ha dato non solo per il nostro profitto o beneficio personale, ma per il servizio di quelli che ci sono vicini, soprattutto di coloro che hanno bisogno del nostro aiuto e del nostro sostegno, in questo periodo in cui molte persone lottano per un dignitoso tenore di vita». E, ricordando le parole usate da Papa Francesco nell’udienza generale dello scorso 24 aprile, ha aggiunto: «Un cristiano che si chiude in se stesso, che nasconde tutto quello che il Signore gli ha dato, non è cristiano».

© Osservatore Romano - 17-18 novembre 2014