Sarajevo attende il Papa
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- Creato: 05 Febbraio 2015
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SARAJEVO, 5. Cresce anche tra la comunità musulmana l’attesa per la visita che Papa Francesco compirà il 6 giugno prossimo nella capitale della Bosnia ed Erzegovina per contribuire — come ha spiegato lo stesso Pontefice domenica scorsa all’Angelus — «al consolidamento della fraternità, della pace, del dialogo interreligioso e dell’amicizia». Ne è ulteriore testimonianza l’incontro che il cardinale arcivescovo di Sarajevo, Vinko Puljić, ha avuto martedì scorso con il gran muftì della comunità islamica di Bosnia ed Erzegovina, Husein Kavazović. Un colloquio, definito «cordiale» dal resoconto fornito dall’agenzia Ika, nel corso del quale la guida spirituale musulmana ha offerto di collaborare con la Chiesa cattolica per la riuscita del viaggio del Pontefice. «I leader della Chiesa cattolica sono cari ospiti», ha detto il gran muftì ricordando la visita compiuta nel 1997 dal «grande amico» della Bosnia ed Erzegovina, Giovanni Paolo II . «Questa non è solo la mia opinione ma quella di tutta la comunità islamica», ha assicurato Kavazović, esprimendo ammirazione per il magistero di Papa Francesco e per l’impegno dimostrato per il bene dell’umanità. In particolare, la costante preoccupazione per i poveri e gli abbandonati che «dovrebbe essere un valore riconosciuto da tutti». Il gran muftì ha quindi ringraziato il cardinale Puljić e l’intera Chiesa cattolica per il grande impegno in favore delle popolazioni e, in particolare, nell’agevolare il processo di riconciliazione e delle relazioni interpersonali su cui ancora gravano le ferite del sanguinoso conflitto che alla fine del secolo scorso ha scosso la regione balcanica. Proprio in forza di ciò, Kavazović ha assicurato che «la comunità islamica in Bosnia ed Erzegovina è a disposizione per l’organizzazione e per rendere la visita del Papa il più dignitosa possibile». Il porporato, da parte sua, ha espresso gratitudine «per il sostegno» e «l’apertura» dimostrata e ha colto anche l’occasione — come riferisce ancora l’agenzia Ika — p er esprimere speciale apprezzamento per le parole con cui nei giorni scorsi il gran muftì ha condannato con decisione ogni forma di estremismo e di terrorismo fondamentalista. Al centro dei colloqui, segno di relazioni improntate al rispetto e alla collaborazione reciproca, anche uno scambio di opinioni sulla situazione delle comunità religiose nel Paese. Tutto ciò, viene sottolineato, alla luce dei provvedimenti che dovranno essere esaminati dal nuovo Governo e che riguardano, tra le altre cose, la definizione delle festività religiose e la restituzione delle proprietà della Chiesa e delle comunità religiose.
© Osservatore Romano - 6 febbraio 2015