Per i cristiani che soffrono
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- Creato: 23 Febbraio 2015
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MUMBAI, 23. Un messaggio di cordoglio alle comunità cristiane in Egitto e in Libia è stato in- viato dal cardinale Oswald Gra- cias, arcivescovo di Bombay e presidente della Conference of Catholic Bishops of India (Ccbi). Il porporato ha invitato le comunità cristiane a pregare per le vittime e «per la conver- sione dei cuori di quelli che hanno commesso questi crimini. I nostri cuori — ha sottolineato il cardinale — sanguinano per i ventuno cittadini egiziani copti uccisi nei giorni scorsi in Libia. Noi membri della Chiesa in Asia chiniamo la nostra testa in preghiera e offriamo le nostre condoglianze e il nostro affetto al patriarca Tawadros II , alle fa- miglie dei martiri, al popolo egi- ziano e a monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, vicario apostolico di Tripoli.L’assassinio deliberato di ventuno giova- ni uomini innocenti — uccisi so- lo perché cristiani — è un atto malvagio e codardo. Dinanzi al- la morte, questi martiri hanno mostrato un coraggio, una forza e una dignità immensi». Nei giorni scorsi Papa France- sco aveva espresso il suo senti- mento di profondo dolore per quanto avvenuto. Anche Tawa- dros e l’università di Al-Azhar hanno denunciato «l’orribile cri- mine». Il patriarca copto ha det- to che la nazione non avrà pace finché i criminali non verranno puniti. Lo Shaykh Ahmad al-Ta- yeb, capo di Al-Azhar, la più al- ta autorità sunnita nel mondo, come pure Shawqi Allâm, il gran mufti dell’Egitto, avevano ribadito che l’islam e le religioni celesti non possono giustificare simili crimini. «Preghiamo — ha detto nel suo messaggio l’arcivescovo di Bombay — affinché il sacrificio delle loro vite porti grazie di pa- ce per tutta la famiglia copta, nel mezzo di questi crimini in- sensati e tragici. Nel primo gior- no di Quaresima, ho offerto la mia eucarestia per loro, pregan- do per l’eterno riposo delle ani- me dei nostri ventuno copti cri- stiani e per le loro famiglie in lutto». Secondo il presidente della Conference of Catholic Bishops of India «questo atto crudele sottolinea il bisogno urgente di promuovere la pace e il dialogo tra le religioni, e la necessità ur- gente e pressante di correggere quelle visioni distorte, false e in- gannevoli di Dio e della religio- ne. Quanto accaduto — ha pre- cisato — è contro la natura di Dio e contro tutte le religioni. Preghiamo per loro e per la conversione dei cuori di quelli che hanno commesso questi cri- mini». Nei giorni scorsi la Ccbi, in occasione dell’assemblea plena- ria, aveva condannato anche i «numerosi deplorevoli incidenti che colpiscono la comunità cri- stiana in diverse zone del Paese» e aveva chiesto al Governo dell’India «di far rispettare lo stato di diritto e mettere un fre- no agli attacchi dei gruppi che inquinano la pace e l’armonia tra le comunità della nazione». Riferendosi ai molteplici attac- chi contro le chiese cristiane, il cardinale Gracias ha sottolineato che «i ricorrenti assalti e gli atti vandalici contro obiettivi cristia- ni avvenuti in diverse parti del Paese, e il fallimento dei tutori della legge nell’assicurare i col- pevoli alla giustizia, hanno solo aggravato il clima di impunità. Il silenzio di quanti hanno la re- sponsabilità di tutelare i nostri diritti costituzionali e il loro fal- limento nel proteggere la comu- nità — ha concluso — sono oltre- modo incomprensibili. È giunto il momento per il Governo — che ha il dovere di proteggere i suoi cittadini e i loro diritti — di far rispettare lo Stato di diritto e di mettere un freno agli attacchi dei gruppi che inquinano la pa- ce e l’armonia nella nazione».
© Osservatore Romano - 23-24 febbraio 2015