Epifanyj eletto primate della nuova Chiesa ucraina autocefala

Epifanyi Dumenko primate della nuova Chiesa ucraina autocefala AFP or licensors cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844Il 39enne metropolita è stato eletto al Concilio di unificazione il 15 dicembre. Presenti anche il presidente ucraino Petro Poroshenko, un rappresentante del patriarca di Costantinopoli, due vescovi legati al
patriarcato di Mosca. Il 6 gennaio, vigilia del Natale ortodosso, prevista a Costantinopoli la consegna del “tomos” dell’autocefalia

Il 39enne Epifanyj (Dumenko), finora metropolita di Perejaslav-Khmel’nitsky e Belotserkovsky del Patriarcato indipendente di Kiev, è stato eletto primate della Chiesa ucraina autocefala, che riceverà il tomos istitutivo dal patriarcato di Costantinopoli, diventando il capo della quindicesima Chiesa ortodossa al mondo.

Il Concilio di unificazione

L’elezione ha avuto luogo durante il Concilio di unificazione a Kiev il 15 dicembre, presieduto dal metropolita Emmanuel di Gallia, a nome del patriarca di Costantinopoli. Le prime parole del neo-eletto primate sono state: “Ci siamo riusciti, superando tutte le difficoltà!”. Ieri mattina il nuovo capo della Chiesa ucraina ha celebrato la sua prima Divina Liturgia domenicale nella chiesa del Monastero Dorato di San Michele, uno dei più antichi della città.

Biografia di Epifanyj

Il neoeletto primate ha assunto il titolo di metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina, non quello di patriarca. Epifanyj è nato il 3 febbraio 1979 nel villaggio di Volkovo, nella provincia di Ivanovsk della regione di Odessa, in una famiglia di operai. Nel 1999 ha concluso il seminario di Kiev, e nel 2004 l’accademia teologica del patriarcato, con la licenza in teologia. Ha pronunciato i voti monastici nel 2007, e dopo un periodo di studi e pratica monastica in Grecia è diventato segretario del patriarca Filaret (Denisenko). Nel 2009 è stato consacrato vescovo di Vyshgorod, diventando metropolita nel 2013. Tra i ruoli da lui svolti ci sono l’amministrazione delle parrocchie della regione di Kiev, la direzione dell’Accademia teologica e del Comitato per gli studi del patriarcato.

Mosca non riconosce l’elezione

Secondo gli statuti approvati, la nuova Chiesa sarà autocefala, cioè indipendente da tutte le altre Chiese locali, compresa quella di Mosca, che comunque non riconosce la canonicità di questa elezione. Sarà governata dal Concilio della Chiesa locale, guidato a sua volta da un Sinodo permanente formato dal primate insieme a 12 vescovi.
 
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