
Secondo le categorie della geopolitica, incombe ancora sui Balcani l’incubo della Grande Serbia. E il barometro continua a segnare “burrasca” fra Belgrado e due Paesi limitrofi: il Kosovo che, secondo lo Stato da cui si è dichiarato indipendente nel 2008, resta «la parola serba più preziosa»; e il Montenegro che accusa la nazione vicina di mire espansionistiche. Tensioni che, fra alti e bassi, marcano il quotidiano di dieci milioni di abitanti. Se, però, si cambia la prospettiva e il punto di visione diventa quello della Chiesa cattolica, allora
Serbia, Montenegro, Kosovo e Macedonia del Nord possono vivere l’uno a fianco dell’altro. Anzi, vivono già alla luce della fraternità concreta. Come testimonia la
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