Le forze israeliane colpiscono decine di obiettivi in Siria · Dopo il lancio di razzi verso il Golan ·

israele militari 6c54bf6f8ff89fd57c2614b0d0347f38Torna altissima la tensione al confine tra Israele e Siria. Nella notte — stando a quanto riportano le agenzie internazionali — l’aviazione israeliana ha lanciato decine di raid oltre il confine. Gli attacchi sono scattati dopo che — secondo la radio militare israeliana — il sistema di difesa Iron Dome ha

intercettato alcuni missili diretti verso il territorio israeliano. I militari hanno definito l’attacco «molto grave». Le sirene di pericolo sono risuonate a lungo in tutte le località israeliane al confine con la Siria. In molti casi, i civili si sono chiusi nei rifugi. Questa mattina la situazione sembra essere ritornata alla normalità; il dispositivo della sicurezza israeliano è stato rafforzato. Israele ha puntato il dito contro Teheran. «In seguito al lancio di razzi verso il Golan ieri da parte di una forza iraniana situata in territorio siriano, Israele ha colpito questa notte decine di obiettivi militari in Siria» ha detto il portavoce militare israeliano. La stessa fonte — citata dalla Reuters e da altre agenzie internazionali — ha riferito che «sono stati centrati obiettivi della Forza Quds iraniana» ed obiettivi delle forze armate siriane. Inoltre, fonti militari hanno riferito che, durante uno dei raid, da una batteria di difesa aerea è stato lanciato un missile verso gli aerei da combattimento israeliani «malgrado i nostri chiari avvertimenti». Israele continuerà a operare contro l’approfondimento della presenza militare iraniana in Siria» ha aggiunto il portavoce. Inoltre, fonti militari hanno riferito che, durante uno dei raid, da una batteria di difesa aerea è stato lanciato un missile verso gli aerei da combattimento israeliani «malgrado i nostri chiari avvertimenti». Di conseguenza — hanno precisato le stesse fonti — sono state distrutte anche alcune batterie di difesa aerea siriana.

Intanto, la situazione resta molto tesa in Cisgiordania dopo la decisione statunitense di considerare legali gli insediamenti israeliani. Si temono infatti proteste e tensioni soprattutto a Gerusalemme est.

© Osservatore Romano  20.11.2019