Città del Vaticano (AsiaNews) – “Solo Gesù ha il diritto oggi di annunciarci la pace. Solo lui, perché porta le nostre piaghe”. In una Pasqua profondamente segnata dalla guerra in Ucraina, dopo il silenzio della Via Crucis del Venerdì Santo, è direttamente alla testimonianza del Risorto che papa Francesco ha affidato la parola nel suo messaggio urbi et orbi pronunciato dalla loggia delle benedizioni della Basilica Vaticana. Lo ha fatto dopo la Messa celebrata sul sagrato inondato dai fiori della Pasqua davanti a una piazza San Pietro tornata dopo due anni a gremirsi di fedeli fino a metà di via della Conciliazione. Dopo aver solamente assistito e letto l’omelia ieri sera nella veglia presieduta dal decano del sacro collegio, il card. Giovanni Battista Re, oggi il pontefice ha presieduto il rito e ha anche percorso l’intera piazza sull’auto per salutare a lungo i fedeli.

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Quindi, dopo l’annuncio della concessione dell’indulgenza dato dal Cardinale Protodiacono Renato Raffaele Martino, il Papa ha impartito la Benedizione “Urbi et Orbi”.
 
Omelia del vescovo Pierbattista Pizzaballa la domenica di Pasqua 2022 Available in the following languages:
 

Memoria del Genocidio Armeno - by Ferrari

Cari amici e colleghi,
vi segnalo che quest'anno il Comune di Venezia e l'Università Ca' Foscari organizzano congiuntamente una serie di eventi dedicati alla memoria del Genocidio Armeno. In allegato troverete il programma di queste iniziative, che iniziano mercoledì 20 aprile. Martedì19 aprilealle ore 10, ci sarà la conferenza stampa on-line di presentazione dell'intero programma di eventi: https://live.comune.venezia.it/it/2022/04/ricordo-del-genocidio-del-popolo-armeno-il-20-aprile-all Buona Pasqua a tutti.
Aldo Ferrari
Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea 
San Polo 2035
30125 Venezia - Italia
(Department of Asian and North African Studies Ca' Foscari University, Venice, Italy) Tel. +39.041.2348847 Fax +39.041.5241847 © 


 

Un’attesa colma di speranza

 
 
La discesa agli inferi del Signore
 

Un’attesa colma di speranza

 
La discesa agli inferi del Signore
"Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
 
Nel monastero di Gabriel Danbo un patrimonio di manoscritti siriaci viene catalogato e digitalizzato da cinque monaci insieme ad alcuni giovani studenti. Un segno di speranza per una comunità dove tante sono ancora le sofferenze. Il vescovo di Erbil Bashar Warda: "Cerchiamo non solo di sopravvivere ma anche di avere voce nella società". E oggi un ospedale qui porta il nome di Maria.

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Fausta Speranza - Città del Vaticano
 
Alessandro De Carolis - Città del Vaticano 
 
Cecilia Seppia – Città del Vaticano
 

WWC, Messaggio Pasquale

To a very large extent, today we feel this same despair. As we look around, we see only signs of destruction and death. The victims of economic and ecological injustices are increasing throughout the world. The pandemic has widened the gap between rich and poor, between powerful and vulnerable.

 

La parola del Papa. Il coraggio di far pace

Il testo che pubblichiamo è la parte conclusiva dell’introduzione inedita al libro di papa Francesco Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace (Solferino – Libreria Editrice Vaticana, pp. 192, euro 14.50), in libreria da domani. Il testo presenta nelle parole del Papa il dialogo come arte politica, la costruzione artigianale della pace e il disarmo come scelta strategica. Il volume sarà presentato venerdì 29 aprile alle ore 10.30 a Roma all’Università Lumsa (Sala Giubileo – via di Porta Castello 44). Dopo il saluto del rettore Francesco Bonini, intervengono il cardinale Piero Parolin, segretario di Stato, e Romano Prodi. Modera Fiorenza Sarzanini.

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Padre Romano SCALFI - starets d'Occidente

Padre Romano Scalfi ha vissuto quasi un secolo intero (1923-2016), rappresentando per moltissime persone un punto di riferimento e una guida spirituale molto speciale. Nato a Tione in Trentino, era diventato sacerdote nel 1948, dopo che la II Guerra Mondiale aveva sconvolto gli equilibri politici e culturali dei secoli passati, lasciando il mondo in un permanente conflitto tra diversi sistemi e concezioni del mondo. Tre anni prima la Conferenza di Yalta aveva creato lo schema della spartizione del mondo in due grandi blocchi: era il mondo dei capitalisti contro i socialisti, ma anche degli atei contro i cristiani, anche se in realtà le cose non erano così semplici (tra gli atei rimanevano molti credenti, e i bravi cristiani diventavano velocemente più atei degli atei), e la Chiesa Cattolica del papa Pio XII chiamava tutti i fedeli, e specialmente i sacerdoti, a una grande crociata contro i nemici della fede.
In questa crociata, ovviamente, un posto speciale spettava alle iniziative della Chiesa Cattolica nei confronti della Russia staliniana, epicentro del cosiddetto «impero del male» dell’ateismo militante. La Russia, del resto, suscitava nei vertici della Chiesa Cattolica un vivo interesse da molto tempo, anzi da molti secoli; unico grande paese ortodosso rimasto libero dalla dominazione ottomana, dopo la fine del Medioevo, era ritenuto da Roma la chiave per giungere all’unione di tutti i cristiani, che sarebbe dovuta nascere proprio dalla rinnovata fratellanza tra gli ortodossi e i cattolici, uniti dalla comune tradizione apostolica e patristica. I tentativi di avvicinare la Russia all’Occidente latino si erano moltiplicati nel corso dei secoli, con piani anche molto audaci e creativi, dalle trattative diplomatiche ai matrimoni combinati, missioni segrete e invio in Russia di artisti, ingegneri e architetti, passando dall’Unione con Roma delle diocesi ucraine del 1596 alla tutela della Compagnia di Gesù da parte della zarina Caterina II a fine Settecento. All’inizio del XX secolo, la Chiesa Cattolica aveva nuovamente messo in campo grandi progetti per ricongiungersi alla Russia e a tutto l’Oriente Cristiano: nel 1917, proprio durante la rivoluzione russa, era stata istituita la Congregazione per le Chiese Orientali e aperto il Pontificio Istituto Orientale, affidato ai gesuiti per lo studio delle tradizioni orientali del cristianesimo, e in particolare proprio di quella russa. La tragica evoluzione degli eventi rivoluzionari, con la nascita della Russia sovietica, aveva portato nel 1920 anche a formare una speciale commissione vaticana Pro Russia, sottoposta direttamente ai papi (Benedetto XV, poi Pio XI e Pio XII) e guidata per oltre un decennio dal gesuita francese Michel d’Herbigny.
 
L’accoglienza non ha bandiere, se non quella della pace. Non ci sono amici e nemici, davanti al dramma della guerra, ma solo uomini con il loro carico di fatiche. È in quest’ottica che Kseniya Forte, russa d’origine, ha aperto la sua casa di Torre de’ Picenardi, in provincia di Cremona, a due donne e due bambini ucraini in fuga dalla guerra. Un gesto da leggere nell’ottica della speranza. «Non abbiamo accolto ucraini o russi – commenta Kseniya –. Abbiamo accolto persone, che in questo momento hanno bisogno».
 
   Roma, 14 apr. (askanews) – “A noi in questo momento in Europa ci colpisce tanto questa guerra (in Ucraina, ndr), ma guardiamo un po più lontano, il mondo è in guerra. Dappertutto c’è guerra, perché il mondo, è duro dirlo, il mondo ha scelto la schema di Caino e la guerra è mettere in atto il cainismo, cioè uccidere il fratello”. E’ quanto ha detto Papa Francesco nell’intervista concessa alla trasmissione “A sua immagine”, che andrà in onda domani, di cui il Tg1 ha anticipato un estratto. - 
Alla domanda su come ricercare il dialogo, il Papa ha risposto: “Quando stiamo davanti a una persona dobbiamo pensare come parlare a questa persona, alla sua parte brutta o alla parte più buona, nascosta. Tutti noi abbiamo qualcosa di buono, è il sigillo di Dio in noi. Mai dobbiamo dare per finita nel male una vita”.
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VATICAN NEWS
"El sufrimiento causado a tantas personas débiles e indefensas; las numerosas masacres de civiles y de jóvenes víctimas inocentes; la huida desesperada de mujeres y niños... Todo ello sacude nuestras conciencias y nos obliga a no callar, a no permanecer indiferentes ante la violencia de Caín y el grito de Abel, sino a levantar con fuerza la voz para pedir, en nombre de Dios, el fin de tan abominables acciones". El Papa Francisco vuelve a abogar por la paz en un mensaje enviado a los organizadores y participantes de la Peregrinación Interreligiosa de solidaridad con el pueblo ucraniano, que comenzó en Rumanía el 10 de abril y ha concluido esta tarde con un acto público en la ciudad de Chernivtsi, en el suroeste de Ucrania.
 
Tiziana Campisi - Ciudad del Vaticano
 
Виктор Владимиров – Град Ватикан  

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Jerusalem (AFP) – Churches in Jerusalem are up in arms against Jewish "radicals" who are settling in the Christian Quarter and threatening a fragile religious balance in the ancient Holy City.
 
L'ex arcivescovo di Canterbury Rowan Williams si è unito ad altri leader religiosi in una visita di «amicizia e solidarietà» in Ucraina, per confortare le vittime della guerra e aiutare a sostenere il morale.
 
Baghdad (Agenzia Fides) – Nel tempo di Pasqua, che quest’anno coincide in parte con il Ramadan (mese di digiuno e preghiera del calendario islamico), “Ogni credente in Dio, e in particolare i cristiani, deve rifiutare la logica mortifera della guerra”. Il richiamo viene dal Cardinale Louis Raphael Sako, Patriarca della Chiesa caldea, che nel messaggio diffuso per l’imminente solennità cristiana invita a guardare la resurrezione di Cristo come l’unica luce che può rischiarare le tenebre del tempo presente, segnato dai presagi di “una devastante guerra mondiale”.
Riferendosi esplicitamente alle guerre che dilaniano il mondo, il Patriarca caldeo invita “tutti i credenti, cristiani e musulmani, che attualmente digiunano per il Ramadan, e anche gli ebrei, a guardare alla tragedia in Ucraina e nei Paesi del Medio Oriente, alla loro umiliazione e allo smantellamento del loro bellissimo   ....segue
 
Messagio dei Patriarchi e dei Capi delle Chiese du Gerusalemme Available in the following languages:
 
In Ucraina la Russia ha portato la guerra. Sangue e morte. Ma come la stiamo raccontando, questa guerra? «Chi si pone delle domande viene subito visto con sospetto, quando non è bollato come provocatore o negazionista». Con poteri e lobby internazionali cui è già riuscito di strumentalizzare l’onda di umanità generata dal conflitto per incassare, più che una corsa alla pacificazione, una corsa agli armamenti. «Le bombe “intelligenti” di Abele hanno ucciso migliaia di civili in Iraq e in Libia». Cosa accomuna tutte le guerre? «La loro stupidità. E il tornaconto dell’industria delle armi». Un vecchio copione, sempre in scena. «Oggi è rimasto solo il Papa a ricordare che nel mondo ci sono guerre di cui nessuno ha voglia di parlare». Critico nei confronti di «un’informazione costruita nelle redazioni, davanti al computer, ai terminali delle agenzie, sulle reti sociali, senza mai uscire per strada, senza più “consumare le suole delle scarpe”, senza incontrare persone per cercare storie o verificare de visu certe situazioni» (Messaggio per la 55ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali).

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Ortodossi ucraini verso lo scisma. Sarebbero già cento le parrocchie russe che si sono ribellate. Lo racconta Tonia Mastrobuoni.
 
di Lorenzo Bianchi

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Questa mattina, 29 marzo 2022, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ha incontrato S.E.R. il Sig. Card. Kazimierz Nycz, arcivescovo metropolita di Varsavia e S.E.R. Mons. Stanisław Gądeck, arcivescovo presidente della Conferenza Episcopale Polacca nell’arcivescovado di Varsavia.

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Jerusalem (AFP) – Greek Orthodox Church leaders on Tuesday denounced what they called the "illegal" takeover by Israeli "extremists" of a Jerusalem hostel operated by Palestinians.
It said members of the settler organisation Ateret Cohanim broke into the east Jerusalem property on Sunday, in addition to a neighbouring money change shop, and received Israeli police protection despite possessing no eviction notice.

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